Quindicenne accoltellato nei giardinetti del Crosione: è la seconda aggressione che subisce
Pavia. Il ragazzino di 15 anni finito in terapia intensiva dopo l’accoltellamento avvenuto venerdì al Crosione era già stato vittima di aggressione: nel 2023, il giovanissimo fu oggetto di un violento pestaggio (anche a colpi di sampietrini) da parte di un branco di coetanei, che gli costò un trauma cranico e diversi giorni di ospedale. Quell’episodio di violenza gratuita provocò un moto di indignazione in città, per via di un’aggressione avvenuta in pieno centro e rivolta contro un ragazzino che all’epoca aveva appena 14 anni. Al momento, tuttavia, non si ravvedono ulteriori correlazioni tra i due episodi che farebbero pensare a un qualche tipo di accanimento nei confronti del giovane.
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Dell’aggressione di ieri, invece, rimangono le tracce di sangue lasciate dalla mano del giovane sul citofono del condominio dove abita, che si trova vicino ai giardinetti del Crosione dove è avvenuto l’accoltellamento: un quartiere considerato difficile, dove da tempo forze dell’ordine prefettura e Comune stanno intervenendo per contrastare i fenomeni di marginalità sociale, in quella che è considerata una delle periferie più difficile di Pavia, dove anche le associazioni e gli assistenti sociali si stanno spendendo per migliorare le condizioni di chi vive nella zona. «Mio figlio ha cercato di scappare con tutte le forze che gli erano rimaste. Si nota dalle tracce a zig zag del suo sangue rimaste sull’erba». Sono parole del padre ragazzo ferito nel parco giochi di piazzale Crosione, dove venerdì erano presenti gli agenti della scuola volante e della polizia scientifica. «Ero in casa - racconta - ho sentito urlare e sono sceso. Mio figlio era a terra nel cortile. Spero di riabbracciarlo al più presto. Purtroppo questa zona sta diventando sempre più pericolosa».
Dopo la violenza
La mattina “del giorno dopo” i giardinetti di piazzale Crosione sono tranquilli, praticamente vuoti. Facendo un giro per la zona non sembra essere rimasto ricordo di quanto successo ieri, quando intorno alle 15 un 15enne è stato accoltellato nel corso di una rissa tra giovani al parchetto. Guardando bene però, una traccia c’è. È il sangue rimasto sul citofono della casa dove vive il ragazzo ferito, che era rientrato subito a chiedere aiuto lasciando dietro di sè una lunga striscia di sangue.
Gli abitanti della zona
Nessuna delle persone che vivono nelle vicinanze ha troppa voglia di parlare e chi lo fa preferisce sempre mantenere l’anonimato. «La situazione di disagio va avanti da anni – racconta un uomo –, Nel parchetto si riuniscono ogni giorno gruppetti di ragazzi giovani, dagli atteggiamenti si capisce che alcuni di loro stanno lì per spacciare». Il signore spiega poi che non è raro assistere a risse, ma non ricorda episodi tanto violenti come quello di ieri. «Capita di vedere scontri tra giovani, ma l’accoltellamento di ieri va ben oltre. Sono qui da anni, sono cresciuto nel quartiere, e non ricordo nulla di simile».
La situazione è nota anche alle forze dell’ordine. «I controlli da parte della polizia sono quotidiani. Passano, se notano movimenti strani intervengono e cercano di tenere sotto controllo la situazione – prosegue l’uomo – Qualche anno fa è anche capitato che portassero via un paio di ragazzi, credo per spaccio perché era intervenuta l’unità cinofila».