M5s dopo il suicidio del 21enne in carcere a Pavia: «Il governo assuma medici e psicologi»
Pavia. Yassir aveva solo 21 anni e una condizione di fragilità che richiedeva attenzione. Nella notte tra venerdì e sabato si è tolto la vita in carcere, in una cella di Torre del Gallo. E ora sulla sua morte si chiede chiarezza. La deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Barzotti, ha depositato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia e della Salute «per chiedere ancora una volta come i ministeri intendono gestire le enormi criticità della casa circondariale Torre del Gallo di Pavia, dove un giovane detenuto si è tolto la vita nei giorni scorsi. Da anni – aggiunge Barzotti – si segnalano carenze strutturali e organizzative, con l’assenza di psicologi in servizio h 24 e con un numero insufficiente di medici. A pagare questa inerzia sono i detenuti più fragili e lo stesso personale penitenziario».
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«Il ministero della Giustizia – continua la deputata – aveva già promesso nel 2021 nuove assunzioni di personale sanitario e psichiatrico, impegni rimasti lettera morta». La deputata chiede al Governo di intervenire per garantire la presenza stabile di psicologi e personale medico specializzato: «Non possiamo permettere che le carceri diventino luoghi di abbandono e disperazione. Ne va della funzione rieducativa della pena e del senso stesso del carcere». A Barzotti fa eco Simone Verni, coordinatore 5 stelle Pavia: «Torre del Gallo, purtroppo, più di altre realtà penitenziarie vive da troppo tempo una situazione di enorme criticità. Quella che era stata riscontrata come estrema fragilità, sia per i carcerati che per il personale (i poliziotti e tutte le altre figure, comprese quelle sanitarie), oggi è diventata un’emergenza urgenza cronica che non può più essere procrastinata: occorrono risposte immediate da parte del governo Meloni e di Regione Lombardia».
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E Lorenzo Goppa, assessore all’ambiente di Pavia, dichiara: «Questa tragedia è l’ennesima prova del fallimento di un sistema che non riesce a proteggere, ancorché in una condizione di legittimata restrizione della libertà, esseri umani che il comune sentire percepisce lontano, con modalità talvolta disumanizzanti. Yassir aveva solo 21 anni. Il sistema carcerario non ha le risorse né umane né economiche per gestire i detenuti psichiatrici, per mancanza di fondi e di risorse da parte del Governo. Inoltre, la garante provinciale dei detenuti risulta dimissionaria da tempo e non è mai stata sostituita. Come amministrazione stiamo lavorando affinché le condizioni generali possano migliorare e la finalità rieducativa non rimanga lettera morta».