Venerdì nuovo sciopero generale, gli orari e le fasce garantite
Pavia. Un nuovo sciopero nazionale complicherà le giornate dei pendolari tra giovedì 2 e venerdì 3 ottobre. Indotto dal sindacato intercategoriale Cobas, lo sciopero coinvolge tutte le categorie lavorative pubbliche e private. Trenord ha già annunciato che il servizio di trasporti potrà subire variazioni. Come lo scorso 22 settembre, quando in tutta italia centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per manifestare, anche in questo caso lo sciopero è una forma di protesta contro il genocidio in corso a Gaza.
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Orari e fasce garantite
Le 24 ore di sciopero inizieranno alle 21 di giovedì e saranno comunque garantite solo le corse con orario id arrivo previsto entro le 22. Nella giornata di venerdì saranno due le fasce orarie di garanzia per alcuni treni: dalle 6 al 9 di mattina e dalle 18 alle 21 di sera.
Sul sito di Trenord è disponibile l’elenco di tutte le corse garantite nella fascia protetta. Per quanto riguarda la tratta S13 (Pavia - Milano Bovisa - Garbagnate), da Pavia partiranno quattro treni al mattino (alle 6.09, 6.39, 7.09 e 7.37) e altri quattro nel pomeriggio (18.09, 18.39, 19.09, 19.39). Anche per il percorso inverso sono garantite quattro corse al mattino (6.25, 6.55, 7.25, 7.37) e quattro al pomeriggio (18.07, 18.37, 19.07, 19.55).
Le motivazioni dello sciopero
Nel comunicato di proclamazione dello sciopero, Cobas chiede «la fine immediata del genocidio sionista a Gaza e in Cisgiordania, la sospensione di ogni fornitura di armamenti e di merci, nonché di ogni collaborazione e partnership commerciale, culturale, accademica e tecnologica con lo stato di Israele».
Il sindacato si schiera contro il «genocidio in atto da quasi due anni nella striscia di Gaza contro il popolo palestinese ad opera del terrorismo di stato sionista». Nel fare il suo appello, Cobas cita anche le mobilitazioni a sostegno della Palestina che si stanno sviluppando a livello globale negli ultimi giorni.
Nello stesso documento un attacco al governo. «È sempre più urgente e improrogabile una discesa in campo dei lavoratori – si legge – in opposizione concreta al genocidio e alla complicità del governo Meloni». Un’opposizione da esercitare attraverso lo sciopero, che è per Cobas « l’unico strumento capace di bloccare davvero le filiere dell’economia di guerra e del traffico di armi dirette a Israele». —