Vaccino anti influenzale, si comincia a ottobre
PAVIA. L’avvio dell’autunno porta con sé anche i primi malanni di stagione. Ma dal 1° ottobre sarà possibile iniziare a proteggersi: prende il via la campagna vaccinale contro l’influenza. Piano che parte, in Lombardia, con un obiettivo ambizioso: superare i risultati dell’anno scorso, quando erano state somministrate in tutta la regione oltre 2 milioni di dosi, con un incremento di 190.408 somministrazioni in più rispetto a due anni fa. In provincia di Pavia erano state vaccinate, al 31 marzo 2025, al termine della campagna, 100.323 dosi: il 18,6% della popolazione complessiva, con una percentuale che arrivava fino al 54% tra gli over 60.
«Convincere i più pigri»
«I dati, anche a livello nazionale, dicono che negli ultimi dieci anni la percentuale dei vaccinati si è mantenuta più o meno uguale, tra il 52% e il 55% per cento sugli over 60, il che vuol dire che si vaccinano sempre le stesse persone, quelle già motivate a farlo – spiega Giorgio Monti, della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) –. Dobbiamo provare a convincere adesso anche gli altri, anche tra la popolazione over 60, quella parte più pigra, perché è importante che si raggiunga la maggioranza della popolazione. Le ultime due epidemie influenzali sono state molto più severe del passato, il che implica un rischio maggiore, soprattutto per i fragili e i malati cronici, che andrebbero vaccinati tutti, a prescindere dall’età».
Il calendario
Da lunedì i medici di base hanno cominciato a ordinare le dosi, che saranno subito disponibili, dal primo ottobre, per le categorie a rischio per età, patologia o professione.
La Regione ha programmato l’approvvigionamento di oltre 2,7 milioni di dosi, che saranno distribuite tra i medici di medicina generale, i pediatri, le farmacie, le unità di offerta socio-sanitarie come le Rsa e i centri vaccinali delle Asst.
Il cronoprogramma prevede che dal 1° ottobre possono iniziare le somministrazioni dando priorità alle categorie a rischio per età, patologia o professione. Le Asst vaccineranno, quindi, gli operatori sanitari, pazienti e donne in gravidanza.
Poi, dal 13 ottobre, l’offerta verrà estesa a tutta la popolazione e la vaccinazione potrà avvenire anche nelle farmacie (solamente però per gli over 18).
Infine, dal 20 ottobre, anche le Asst, tramite i centri vaccinali, attiveranno l’offerta per tutti: adulti, bambini e ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni. Per i bambini sarà disponibile, come di consueto, il vaccino spray per via nasale, oppure, dai sei mesi, l’iniezione.
Le categorie
La vaccinazione è raccomandata in via prioritaria a diverse categorie, come le persone over 60 (nate nel 1965 e anni precedenti), le donne in gravidanza o nel postpartum, i bambini e i ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni, le persone tra i 18 e i 59 anni con patologie a rischio di complicanze, i lungodegenti, i familiari di soggetti fragili, il personale sanitario, le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, la Protezione civile, i servizi essenziali, gli addetti al contatto con animali e i donatori di sangue. A partire dal 13 ottobre, comunque, sarà gratuita e disponibile per tutti.
«Questo cronoprogramma – spiega l’assessore Guido Bertolaso – ci consentirà di partire con ordine e rapidità, dando priorità subito ai più fragili e aprendo poi progressivamente l’offerta a tutta la popolazione. Si tratta di una campagna di prevenzione imponente, costruita sull’esperienza dello scorso anno e potenziata da una rete capillare di medici di famiglia, pediatri, farmacie e centri vaccinali. La Lombardia conferma così di voler essere all’avanguardia nella tutela della salute pubblica, affrontando con decisione una stagione influenzale che si preannuncia intensa».
L’offerta per i bambini
Allo stesso tempo, a ottobre, partirà la campagna di immunizzazione anti-Rsv (virus sinciziale, responsabili di affezioni respiratorie gravi come bronchiolite e polmoniti) rivolta ai bambini nati dal primo aprile 2025, con 65mila dosi di vaccino Beyfortus disponibili.
Lo scorso anno questa iniziativa ha immunizzato 65.049 bambini tra 0 e 1 anno, raggiungendo una copertura dell’81% e riducendo significativamente gli accessi in pronto soccorso da 5.936 a 3.156 e i ricoveri in ospedale da 2.396 a 1.240 in tutta la regione.
Per gli adulti fragili si può aggiungere anche il vaccino anti-Herpes zoster (conosciuto come fuoco di Sant’Antonio) e il vaccino anti-pneumococcico (contro la polmonite, che l’anno scorso ha fatto registrare moltissimi casi anche in provincia di Pavia). «Non è comunque necessario farli adesso, perché sono vaccini destagionalizzati – spiega Monti –. Il consiglio anzi è di differirli rispetto all’antinfluenzale, che resta comunque il primo fondamentale scudo per evitare la diffusione dei virus. I pazienti più fragili, i cronici, come i diabetici e chi soffre di patologie cardiovascolari, andrebbero vaccinati tutti».
La pediatra: «Influenze sempre più pesanti, i bimbi vanno protetti»
«La vaccinazione per i bambini è fortemente indicata nella fascia di età tra i 2 e i 6 anni, cioè l’ultimo anno dell’asilo nido e la materna. I vaccini sono sicuri e quindi il consiglio ai genitori è di vaccinare senza paura». Barbara Spadaro, segretario provinciale di Fimp Pavia (Federazione italiaana dei paediatri), non ha dubbi: «L’antinfluenzale serve a fornire uno scudo anche per altri virus di contorno: i bambini restano protetti per affrontare anche altri malanni oltre all’influenza».
Il vaccino per i bambini dai due anni in su è sotto forma di spray nasale (anche per i bambini fino ai 14 anni di età), mentre per i più piccoli, dai sei mesi, si fa il vaccino sotto forma di iniezione. «Solo in rari casi, per alcune categorie, il vaccino sotto forma di spray non è indicato, ma basta chiedere al pediatra, che darà tutte le indicazioni necessarie – spiega Spadaro –. L’alternativa è l’iniezione». Le vaccinazioni per i bambini antinfluenzali possono essere fatte dai pediatri di base e nei centri vaccinali.
Il consiglio alla vaccinazione dei più piccoli arriva anche da Carlo Fugini, pediatra che ha lavorato a lungo negli ospedali di Asst. «Dai sei mesi in avanti si può fare ed è indicata soprattutto per i piccoli che vanno all’asilo, più soggetti ai virus nei primi anni di vita. Questo – aggiunge – serve non solo per il bambino che si vaccina e si protegge, ma anche per limitare la diffusione del virus».
Nella fase post Covid, dice il pediatra, «è aumentata la virulenza dell’influenza: queste epidemie si stanno dimostrando molto impegnative per i bambini, che dal punto di vista immunologico sono un po’ come ripartiti da zero». La vaccinazione antinfluenzale, secondo i pediatri, mette al riparo anche da altri virus, «anche perché lo stesso Covid non è sparito – dice Fugini –. Fare il vaccino contro l’influenza contribuisce a proteggere i più piccoli anche da forme concomitanti, che potrebbero aggravare il quadro». —