Campo Sinti al bivio Vela, avrà 40 ospiti e costerà 1 milione
Pavia. Una quarantina di Sinti che ora vivono nell’insediamento a ridosso dell’ex piscina scoperta di viale Resistenza verranno spostati, entro fine anno, in un nuovo campo su un terreno di proprietà comunale nella zona artigianale “bivio Vela”. La giunta ha deliberato una variazione di bilancio da un milione per attrezzare l’area con 15 piazzole.
Il punto
La destinazione scelta è la stessa che, in precedenza, era stata indicata dall’amministrazione Fracassi. Si tratta di un rettangolo di terreno dell’estensione di 8.600 metri quadrati che si trova a Pavia Est, all’incrocio tra le vie Saragat e Aschieri, nella zona degli insediamenti artigianali e a poca distanza dallo stabilimento della Riso Scotti.
Quest’area verrà dotata delle infrastrutture necessarie, come collegamenti stradali, fognatura, acqua potabile, allacciamento con l’energia elettrica, e, sempre a cura del Comune, verranno costruite 15 piazzole sulle quali, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, le famiglie dovranno essere spostate entro la fine dell’anno. Il motivo di questa decisione è legato al fatto che nell’area dell’ex piscina scoperta dovranno partire i lavori per la realizzazione di un parco acquatico finanziato con il denaro del progetto Watefront. Soldi che, tramite la Regione Lombardia, arrivano dall’Europa e per i quali si rischia la revoca se i relativi lavori non verranno completati, o almeno iniziati, entro il 31 dicembre 2026. «Abbiamo iniziato un percorso partecipato – dice l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Brendolise – e io ho iniziato a fare riunioni con le famiglie interessate dallo spostamento». Attualmente, in questa zona, vivono 27 nuclei famigliari per un’ottantina di persone. «Devo dire – prosegue Brendolise – che le famiglie hanno compreso quelle che sono le esigenze della città e tutti si sono comportati da cittadini responsabili. L’area ospiterà solo le 40 persone che hanno accettato di spostarsi e non vi sarà spazio per ulteriori insediamenti». Ma se la metà dei Sinti verranno spostati a Pavia Est, all’incrocio tra le vie Aschieri e Saragat, cosa accadrà alle altre famiglie che ancora oggi vivono nell’insediamento che confina con l’area dell’ex piscina scoperta?
Bramante
L’assessore Brendolise spiega che si stanno trovando differenti soluzioni: «Alcuni si aggiungeranno al campo di viale Bramante nel quale si sono liberate alcune piazzole. Altre persone, nel frattempo, sono riuscite ad affittare delle abitazioni private. Alcuni, infine, verranno inseriti nelle graduatorie delle case popolari. Tengo a precisare che le famiglie che si sposteranno al bivio Vela non verranno abbandonate. Il Comune continuerà a dare loro una mano, ad esempio con lo scuolabus per portare i bambini alle lezioni o con gli altri servizi». A imprimere un’accelerazione alla pratica, secondo alcuni, sarebbe stato anche il segretario generale del Comune, Mario Spoto e, nei retroscena della politica pavese, si parla anche di una scelta accolta con un certo fastidio dalla vice sindaca e assessora ai Lavori pubblici, Alice Moggi, che nella giunta di centrosinistra guidata dall’ex sindaco Massimo Depaoli aveva la delega proprio ai Servizi sociali. L’accelerazione è legata anche ai contatti che gli amministratori comunali hanno avuto con funzionari e dirigenti di Regione Lombardia.
«Quando abbiamo “ereditato” il dossier di Waterfront – aveva detto il sindaco, Michele Lissia – abbiamo trovato poco più di una scatola vuota da riempire con progetti, gare d’appalto e tutto quanto serve per tradurre il progetto in realtà». Lo spostamento dei Sinti che vivono accanto all’ex piscina, dunque, è una sorta di “garanzia” prestata a Regione Lombardia circa il fatto che si intendano rispettare i tempi del finanziamento.