Muore a Locana cacciatore 82enne di Montanaro colpito durante una battuta nei boschi
LOCANA. Un cacciatore di 82 anni è morto domenica mattina nei boschi di Locana in seguito a una ferita da arma da fuoco. Il colpo letale sarebbe partito da un’arma da caccia di un altro cacciatore, verosimilmente un fucile utilizzato nelle battute al cinghiale. Gli accertamenti per la morte di Armando Dalla Bona, di Montanaro, nome noto nell’ambiente venatorio, sono ancora in corso. La Procura di Ivrea aprirà un fascicolo per omicidio colposo.
I primi accertamenti del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Ivrea e della stazione di Locana confermano che si sarebbe trattato di un incidente di caccia. L'uomo è stato ferito a morte nei boschi di Locana, in frazione Davioni. È stato subito richiesto l'intervento del servizio regionale di elisoccorso, ma all’arrivo il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo. Le indagini dei carabinieri per ricostruire la dinamica dell'accaduto, e se sono state rispettate le misure di sicurezza necessarie, sono ancora in corso. Il colpo che ha raggiunto Dalla Bona sarebbe partito dal fucile di un giovane compagno di battuta, di origine valdostana. La vittima, che probabilmente non indossava i dispositivi per il riconoscimento ad alta visibilità, potrebbe essere stato scambiato per un animale. In attesa degli accertamenti balistici e del medico legale, non si esclude che si sia trattato di un colpo di rimbalzo o che possa essere stato raggiunto da altri colpi. Tutti gli elementi sono al vaglio degli investigatori.
Originario di Montanaro, ha trascorso tutta la vita nel suo paese natale: «Ex lavoratore della Singer, dove ha ricoperto anche incarichi dirigenziali, rimasto vedovo, si è dedicato alla sua famiglia, le due figlie e i nipoti – lo ricorda il sindaco Antonino Careri –. Oltre a dedicarsi alla sua passione per la caccia, nel tempo libero era anche impegnato nel mondo della solidarietà, perché era uno storico volontario della Croce rossa. Come sindaco, insieme all’amministrazione comunale, ci stringiamo con affetto alla sua famiglia».
La notizia della morte di Dalla Bona si è rapidamente diffusa anche a Lessolo, perché era anche il presidente dell’Associazione sportiva d ilettantisti- ca tiratori canavesani che ha sede in paese. Nata nel 2010 da un gruppo di soci provenienti dalla sezione Tiro sportivo del Gruppo sportivo ricreativo Olivetti, che fa capo al poligono di Lessolo e che oggi conta una sessantina di iscritti, era guidata da alcuni anni da Dalla Bona. Viene ricordato come «una brava persona, prima un marito, poi un padre e un nonno amorevole» dall’avvocato Alessandro Raucci, componente dell’associazione. La notizia, nel tardo pomeriggio di ieri, non aveva ancora raggiunto tutti i componenti del gruppo, ma una volta appresa lo sgomento ha coinvolto ogni associato.
Dalla Bona era un nome conosciuto nel mondo venatorio: «Non lo conoscevo di persona, perché pratichiamo in ambiti diversi. Io in pianura, lui nel comparto alpino, ma il suo nome era noto nell’ambiente – commenta Paolo Pelle, presidente degli ambiti territoriali di caccia (Atc) Torino 1 e 2 –. L’Atc si unisce al cordoglio per la sua scomparsa».
L’ultimo incidente di caccia in Canavese risale al 27 novembre 2007, a Brosso, quando un altro cacciatore, originario di Pavone, era stato ucciso dal fuoco amico durante una battuta al cinghiale. A Locana non era mai successo: «Si tratta del primo episodio nel territorio comunale di Locana – commenta il vicesindaco Mauro Guglielmetti –. Porgiamo il cordoglio dell’amministrazione comunale e della comunità alla famiglia della vittima».