Attacchi di Hamas del 7 ottobre, la commemorazione delle vittime israeliane in Consiglio regionale
MILANO. «Due anni fa un blitz di Hamas ha causato oltre 1.200 morti scatenando una guerra in Medio Oriente che oggi mina fortemente gli equilibri della pace mondiale» ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani, che in apertura dei lavori della seduta di martedì 7 ottobre ha ricordato e commemorato la strage compiuta all’alba del 7 ottobre 2023 dai terroristi di Hamas con 1.139 morti e 250 persone prese in ostaggio. L’attacco ha scatenato la reazione di Israele: in due anni l’esercito israeliano ha ucciso almeno 67.000 palestinesi, di cui circa 20mila bambini, ovvero il 3 per cento della popolazione di Gaza di prima della guerra.
«Unendoci ai numerosi momenti commemorativi che si terranno oggi nel Paese – ha proseguito – vogliamo far sentire la nostra vicinanza ed esprimere la solidarietà dell’intera Assemblea regionale lombarda. La sofferenza di coloro che sono stati coinvolti ci tocca profondamente. Il nostro pensiero va in particolare alle famiglie delle vittime colpite dalla violenza terroristica e alle famiglie dei prigionieri rapiti. In uno scenario internazionale complesso e caratterizzato da equilibri sempre più fragili, dobbiamo combattere l’indifferenza e sostenere l’azione dei Governi e della comunità internazionale per ottenere quanto prima il “cessate il fuoco” in Medio Oriente così da evitare ulteriori vittime civili israeliane e palestinesi. Alle istituzioni spetta il dovere e il compito di non lasciare mai nulla di intentato per affermare il diritto universale alla pace, quel diritto che deve essere sempre garantito a tutti». Al termine dell’intervento del Presidente Romani, l’Aula consiliare lombarda ha osservato un minuto di silenzio.
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Il presidente della Repubblica: «Una pagina turpe della storia»
«Il 7 ottobre del 2023 rimane e rimarrà nelle coscienze come una pagina turpe della storia». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a due anni dall'attacco terroristico di Hamas in terra israeliana. Si contano circa 1200 morti, tra civili e militari israeliani, e 250 persone rapite: in 140 sono state rilasciate vive, mentre Israele ritiene che quelle ancora in vita siano 20. «Un vile attacco terroristico - continua il capo dello Stato - che avvenne contro inermi cittadini israeliani, recando grave danno alla causa della pace e della reciproca sicurezza in Palestina. Una ferita che ha colpito ogni popolo. L'orrore e la condanna, pubblicamente e ripetutamente espressa, per la violenza crudele e inaccettabile delle armi di Israele - che fa pagare alla popolazione di Gaza un intollerabile prezzo di morte, fame e disperazione, cui è indispensabile porre fine, con la necessità che Israele applichi con pienezza le norme del diritto internazionale umanitario - non attenua orrore e condanna per la raccapricciante ed efferata violenza consumata quel giorno da Hamas. L'uccisione e le violenze contro centinaia di ragazze e ragazzi che ascoltavano musica in un rave, quelle, nelle loro abitazioni, contro persone inermi di ogni età, dall'infanzia alla vecchiaia, richiamano al dovere di una condanna perenne, rifiutando un accomodante e cinico modo di pensare che rimuova l'infamia di quella giornata. Quanto avviene a Gaza e i diversi sentimenti che suscita non possono confluire in quello ignobile dell'antisemitismo che, particolarmente nel secolo scorso, ha toccato punte di mostruosa atrocità, e che oggi appare talvolta riaffiorare, fondandosi sull'imbecillità e diffondendo odio. A due anni dal 7 ottobre 2023 desidero rinnovare la vicinanza al popolo di Israele e ai familiari delle vittime e delle persone rapite, che vanno immediatamente liberate, nell'auspicio che i tentativi di porre fine a questa inaudita ondata di violenza abbiano al più presto esito positivo».
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