Ponte della Becca, prove di carico: stop al transito nelle ore notturne
LINAROLO. Chiuso per tre notti il ponte della Becca. Lo stop alle auto, dalle 22 alle 6 proseguirà nelle notti di martedì, mercoledì e giovedì per terminare all’alba di venerdì. Una chiusura decisa da Anas per effettuare le prove di carico su tutte le campate e completare la verifica di sicurezza di livello 4, avviata nel 2024 con la campagna di indagini per la caratterizzazione dei dettagli costruttivi e dei materiali.
Durante il giorno vengono istituiti sensi unici alternati in modo da consentire l’installazione della strumentazione necessaria all’esecuzione delle prove di carico. Nelle ore notturne sono stati invece previsti percorsi alternativi. Il traffico proveniente da Broni e Casteggio e diretto verso Milano dovrà percorrere il ponte di Spessa lungo la strada provinciale numero 199. I mezzi provenienti da Milano e Pavia e diretti verso Broni verranno deviati sulla provinciale 234 all’altezza di viale Cremona, a Pavia, per poi percorrere la sp 199 e attraversare il ponte di Spessa, per dirigersi verso Broni e Casteggio.
Il livello 4 di sicurezza prevede una valutazione accurata della struttura, basata sulle norme tecniche per le Costruzioni del 2018 e include analisi del degrado, calcoli strutturali e sismici, e valutazioni idrogeologiche. Questo livello si applica a ponti con criticità rilevate nei livelli precedenti o ad alta classe di attenzione, con l'obiettivo di acquisire informazioni dettagliate.
Insomma resta alta l’attenzione sulla Becca, realizzata nel 1912, ormai esempio di archeologia industriale. Perché il tempo ha inesorabilmente segnato questa infrastruttura ultracentenaria. È il 28 novembre 2010 quando viene rilevato un cedimento strutturale di 4 centimetri di un giunto del ponte che collega il Pavese all’Oltrepo. In seguito, per ragioni di sicurezza, lo si chiude al traffico per essere riaperto il 30 dicembre di quello stesso anno ai soli mezzi inferiori ai 35 quintali (trasporti pubblici esclusi), dopo un intervento parziale di messa in sicurezza. Il 17 marzo 2011, durante una piena del Po, crolla improvvisamente il pilone 9 dell’infrastruttura che viene perciò dichiarata nuovamente inagibile e chiusa alla circolazione. Viene riparato il pilone e, per tutelarla, vengono posizionate barriere in cemento per impedire il transito ai mezzi pesanti. Si riapre quindi al traffico, ma solo a quello leggero e a senso unico alternato. Poi la riapertura definitiva. Ma sempre soltanto per le auto. Intanto il territorio chiede a gran voce un nuovo ponte. Anas, per il progetto definitivo cantierabile della nuova infrastruttura, aveva stanziato circa 7 milioni di euro.
Infrastruttura che, nell’aprile 2024, era entrata nel contratto di programma tra Anas e ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dove era stata inserita la somma necessaria per realizzare l’intervento, in tutto 168 milioni e 750mila euro, che allora non erano ancora stati stanziati, ma che, proprio grazie al nuovo contratto, l’ente competente dell’ex statale 617 si era impegnato a reperire.