A Borgofranco 600mila euro coprono i lavori post alluvione
Borgofranco d’Ivrea
Stanziati dalla regione Piemonte i primi fondi a copertura delle ordinanze relative alla bomba d'acqua che il 16 aprile aveva colpito il Canavese, con danni che avevano interessato tutto il territorio, in particolare il Comune di Borgofranco d’Ivrea.
Come primo stanziamento, a Borgofranco sono stati destinati 301mila euro in merito alle ordinanze del sindaco di Città metropolitana di Torino riguardanti i lavori sulla strada provinciale 73 e sulla strada provinciale 74 e quelle provenienti dalla regione Piemonte, richieste dal sindaco di Borgofranco Fausto Francisca. I fondi andranno a coprire i lavori su Rio Lo Riale e su Rio San Germano, che fungono da canali scolmatori del paese. A Borgofranco, inoltre, sono toccati anche ulteriori 100mila euro per interventi a difesa di via del Buonumore, in relazione alla frana abbattutasi lo scorso inverno su uno degli storici Balmetti. Infine, altri 200mila sono stati già destinati ai lavori di rimessa in sicurezza di Rio Bersalone, ma dovranno essere integrati con ulteriori 140 per completare il canale scolmatore verso Rio Lo Riale.
«Questi fondi rappresentano una parte della prima copertura parziale agli interventi che abbiamo fatto – spiega Francisca –. I lavori sono già stati portati avanti, quelli su Rio San Germano e Lo Riale sono stati anche completati, e anche Rio Ivozio è stato disalveato. Sono già stati finanziati circa 200mila euro per i lavori su Rio Bersalone, ma ce ne mancano ancora 140mila, che ci son stati promessi, per il canale scolmatore che mette in collegamento Rio Bersalone e Rio Lo Riale: manca un ultimo tratto finale, per il quale abbiamo chiesto i finanziamenti. I lavori comunque sono quasi terminati, rimangono da tagliare alcune piante su rio Bersalone».
Lavori che si sono resi necessari a seguito della bomba d’acqua che a metà aprile si era abbattuta sul Canavese, creando diversi disagi e lasciandosi dietro grossi danni. Un evento che ciclicamente si ripete nella zona di Borgofranco d’Ivrea, ma che il paese ha dimostrato negli anni di aver imparato a gestire. «Ciclicamente le bombe d’acqua si abbattono sul territorio – spiega Francisca –. Le ultime risalgono al 2019 e ancora prima al 2013, ma su questo territorio ne ricordiamo fin dagli anni ’90. Sono eventi che accadono di continuo, connaturati al territorio, ma bisogna dire che negli anni il paese ha imparato a difendersi molto bene: i canali scolmatori che circondano l’abitato funzionano bene e l’acqua non arriva più dentro al paese, ma passa da a nord a sud in una sorta di diga naturale. Negli anni la capacità del territorio di rispondere a questi eventi estremi è molto aumentata: i canali scolmatori sono nel tempo stati allargati e ora hanno una capacità di gestione una decina di volte maggiore rispetto a quando sono stati costruiti. Basti dire che durante un evento simile avvenuto nel 1994 avevamo un metro d’acqua sotto al campanile, oggi cose del genere non possono più fisicamente succedere e interventi strutturali importanti sono stati portati avanti anche sulla frazione di Baio Dora».
La bomba d’acqua del 16 aprile non aveva coinvolto solo Borgofranco, ma buona parte del Canavese e della bassa Valle d’Aosta. Le piogge torrenziali abbattutesi sul territorio avevano avuto un volume d’acqua tale da provocare ovunque smottamenti, frane, allagamenti di campi e abitazioni, esondazione di fiumi e corsi d’acqua. —
Lorenzo Zaccagnini