Monica Boggioni «Non ho mai vinto tante medaglie, ora penso a Los Angeles»
pavia
La nuotatrice pavese Monica Boggioni è tornata a Pavia dal suo intenso mese di settembre: ai mondiali a Singapore ha conquistato il record di medaglie d’oro in un mondiale paralimpico, quattro con la ciliegina di un record italiano e di un argento. Terminate le gare, la ventisettenne si è presa una settimana di vacanza a Bali.
«È stato finora il mio medagliere più importante – afferma Monica – sono l’azzurra che ha conquistato il maggior numero di medaglie. E’ stato bello aver contribuito al fatto che l’Italia per la quarta volta di fila è stata campione del mondo a squadre».
Era il primo mondiale del quadriennio con vista sui giochi di Los Angeles.
«L’emozione è sempre tanta certo non erano i Giochi di Parigi, ma era pur sempre un mondiale e sugli spalti c’erano i miei genitori. Gioire insieme a loro per le medaglie è stato bellissimo, senza dimenticare chi mi seguiva da casa come mio fratello Matteo, i nonni, mia zia e tanti amici. La medaglia è bella anche perché è una gioia condivisa».
La gara che ti è piaciuta di più?
«Quella che sulla carta mi piace meno, i 50 stile libero, dove con l’oro ho stabilito il nuovo record italiano assoluto. Il precedente era mio, del 2018, quando le condizioni della mia patologia erano differenti, tante cose sono cambiate. Belli i 50 rana, dove ho confermato l’oro mondiale dopo quello di Parigi. Soddisfatta dei 200 misti, complicati a livello fisico e mentale, cambiare gli stili non è semplice, cominciando dal delfino per me il più difficile. Insieme al mio allenatore ci stiamo lavorando e l’argento ha dato segnali positivi».
La gara che ha lasciato un po' di amarezza?
« I 200 stile, la mia preferita, per cui esigo tanto da me stessa e finché non va alla perfezione non sono contenta».
I mondiali di Singapore hanno concluso la stagione durante la quale hai cambiato l’allenatore, oggi è Riccardo Tomasi.
«Dal mondiale torniamo con un bagaglio ricco di soddisfazioni. La scelta di Tomasi è stata giusta e Singapore lo conferma. Il nuoto è uno sport individuale ma in realtà è un lavoro di squadra ed a capo c’è l’allenatore. Per quello il primo ringraziamento va a Riccardo, per l’impegno e il tempo che mi ha dedicato e a Guy Soffientini, che ha dato la disponibilità ad avviare il lavoro di Riccardo, oltre al preparatore atletico Francesco Castenedoli, la mental coach Caterina Pettinato, il fisioterapista Gabriele Negrini, l’osteopata Davide Cerri, la nutrizionista Alicia Scani. Ringrazio la piscina Faustina di Lodi la mia seconda casa, Pavia Nuoto, Fiamme Oro, Campus Aquae e Acquaria di Sommo che non essendoci una comunale a Pavia mi vengono incontro e tutta la mia famiglia».maurizio scorbati