Vito Cera si presenta: «Sono un passionale che lega con il gruppo e vive di entusiasmo»
BRONI
Vito Rocco Oscar Cera è da domenica scorsa (post vittoria per 2-1 sul campo della Leon) il nuovo direttore sportivo dell’Oltrepo. Ieri presentazione ufficiale alla squadra e allo staff a Pontecurone, poi al San Contardo di Broni, nel salone “delle conferenze”. Cera cosa l’ha spinta ad accettare l’offerta dell’Oltrepo? «Mi ha colpito molto il presidente Catenacci, persona seria, professionale e con una grande passione. Il fatto di avere quattro centri sportivi a disposizione, in paesi diversi, dimostra una grande collaborazione tra lui e le varie amministrazioni. Catenacci mi ha detto che avrei avuto piena autonomia, dai più piccoli ai più grandi e che potevo portare la mia esperienza e il mio entusiasmo che, come lui stesso mi ha spiegato, gli era un po’ venuto a mancare». Che tipo di direttore sportivo è? «Ho un carattere particolare, dicono duro. Ma mi reputo una persona vera che rispetta chi mi rispetta. L’importanza dei ruoli è fondamentale: il presidente fa il presidente, l’allenatore fa l’allenatore e Vito Cera fa il direttore». L’Oltrepo punta da due stagioni sui giovani. «Questo è il mio settimo campionato di Serie D. In due annate ho vinto il premio “Giovani” arrivando primo e secondo. Questo dimostra che mi piace lavorare con loro. Naturalmente, se si riesce ad affiancare due o tre giocatori esperti e umili e non quelli che vengono solo a “timbrare il cartellino” si può creare un ottimo mix». Con la squadra che rapporto vorrà tenere? «Ho sempre avuto un bellissimo feeling con i ragazzi. Vivo molto lo spogliatoio e le partite. Sono un passionale, ci metto sempre entusiasmo e mi piace condividere con loro i momenti belli e quelli difficili». Conosce già mister Granoche? «Per il suo passato da calciatore. Nelle mie esperienze da direttore ho già lavorato con cinque o sei allenatori che hanno militato in Serie A. Non lo conosco ancora come tecnico, quindi non potrei giudicarlo, anche se i risultati finora parlano per lui». Essere stato scelto per assumere il ruolo che era di Nicola Raso, legato da una decina d’anni al presidente Catenacci, la lusinga o la inquieta? «Conosco Nicola da tanti anni. È bravo, umile, e con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto. Ha sempre speso belle parole nei miei confronti e mi ha sempre stimato. Non posso che fargli i complimenti per il grande lavoro svolto in tutti questi anni, raggiungendo risultati importanti. Ha avuto anche la fortuna di lavorare in una società con un presidente che gli ha dato fiducia e libertà». Che Oltrepo ha visto vincere con la Leon? «Squadra organizzata, con tanta corsa, intensità, buona fisicità, nonostante la giovane età. Mi ha colpito molto la pericolosità nelle ripartenze». Anche un direttore sportivo avrà un sogno nel cassetto. «Sono uno dei 1.027 direttori sportivi professionisti italiani, dopo aver conseguito il titolo a Coverciano. È chiaro che il mio obiettivo è arrivare, prima o poi, in un club professionistico. Non nascondo però che, per motivi familiari, ho già rinunciato a qualche proposta pur di restare vicino a casa».
ALESSANDRO MAGGI