Sanità, lunghe liste di attesa In venti per curarsi chiedono aiuto al Pd
IVREA. “La salute non aspetta. Non rinunciare a curarti”. È lo slogan con cui il Partito democratico ha rilanciato la propria campagna per la riduzione delle liste d’attesa, una delle emergenze più gravi della sanità regionale. I tempi per visite ed esami, anche di routine, sono insostenibili: si parla di oltre sei mesi di attesa per molte prestazioni. Chi può permetterselo si rivolge al privato, ma molti rinunciano alle cure, con conseguenze pesanti sul diritto alla salute.
Al centro dell’iniziativa del Pd c’è il “percorso di tutela”, una procedura che consente ai cittadini di ricevere la prestazione in regime privato o intramoenia senza costi aggiuntivi rispetto al ticket, quando l’attesa nel pubblico supera i tempi massimi previsti. Una possibilità poco conosciuta e complicata da attivare, tanto che il partito ha deciso di offrire assistenza diretta a chi ha difficoltà ad accedere al servizio. Per tutto il mese di settembre, ogni sabato mattina, la sede del Pd di Ivrea, in via Peretti, ha aperto le porte ai cittadini, mettendo a disposizione un punto di supporto attrezzato con computer, stampante e scanner, gestito da tre volontari formati sia sugli aspetti procedurali sia sulle norme di tutela della privacy. I numeri raccolti in queste settimane testimoniano un bisogno reale: 9 persone hanno chiesto aiuto per accedere concretamente al percorso di tutela, 11 hanno richiesto istruzioni per gestirlo in autonomia e numerose altre si sono informate sulla procedura, sia di persona che telefonicamente.
Non sono mancate, però, le criticità. In diversi casi le richieste sono state respinte perché riguardavano visite di controllo e non di primo accesso. Una rigidità che, secondo il Pd, contrasta con la logica della medicina preventiva, che dovrebbe intervenire prima dell’insorgere di nuovi problemi. In un caso, la visita negata riguardava addirittura un controllo post-operatorio cardiaco.
«Questi episodi dimostrano quanto la situazione della sanità pubblica in Piemonte sia ormai insostenibile – sottolineano dal Pd –. Le liste d’attesa non possono diventare una barriera economica. La salute è un diritto fondamentale, non un privilegio». Il Pd conferma di voler proseguire la propria azione politica e istituzionale per ridurre i tempi d’attesa e rendere il sistema sanitario davvero accessibile a tutti.