Nasce il gruppo Feletto che corre e cammina: «Tra i primi obiettivi, organizzare una gara»
FELETTO. Una nuova realtà sportiva e nello specifico di podismo si affaccia con grande entusiasmo e volontà sul panorama canavesano: è la Feletto che corre e cammina. La data storica in cui questa nuova associazione ha mosso i primissimi passi è stato il 19 settembre, giornata che ha coinciso con il primo giorno dei festeggiamenti per la patronale di San Vittorio Martire a Feletto. In molti sono stati attratti da un gruppo di giovani che, a bordo di un carro agricolo a quattro ruote (in piemontese tamagnùn), in divisa verde si sono ufficialmente presentati alla popolazione. Una presentazione avvenuta senza troppi fronzoli, con l'utilizzo del carro agricolo che non è stato un caso: il messaggio ben preciso che si è voluto lanciare è quello di una forte identità e un senso di appartenenza ad un territorio a forte vocazione agricola. Presidente della neonata associazione è Mauro Grosso, con il direttivo che è composto anche da Melania Perillo, nel ruolo di vice presidente e dagli altri cofondatori Mara Conti, Stefania Caggiano, Claudio Coppo, Daniele De Giorgi, Roberto Graziano, Luca Vescio e Graziano Colacicco, tutte persone che hanno promosso e stanno tutt'ora promuovendo il Canavese attraverso lo sport.
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Al presidente Grosso, La Sentinella ha rivolto qualche domanda.
Com'è nata l'idea di voler creare una nuova società sportiva?
«Con il supporto sia dei consiglieri, che della vice presidente, si è giunti a creare una vera e propria associazione sportiva. Ogni cosa non si fa dall'oggi al domani, abbiamo ponderato attentamente ogni aspetto e messo ogni tassello al posto giusto ed ora siamo pronti ad essere operativi sul nostro territorio».
Quali sono gli obiettivi che vi siete posti?
«Abbiamo la voglia di trasmettere energia, cercando di avvicinare sempre più persone sia alla corsa, che alla camminata, soprattutto creando occasioni per stare bene facendo sport».
Vi siete presentati alla patronale, ma da quando esattamente sarete operativi e che cosa avete in programma?
«Da gennaio 2026 saremo ufficialmente operativi sul territorio, poiché siamo già iscritti al prossimo campionato Uisp. Saremo presenti sul territorio con tante iniziative, allenamenti collettivi, eventi e collaborazioni. Vogliamo che la corsa diventi per tutti non soltanto un'occasione di salute, ma anche di socializzazione, aggregazione, voglia di stare insieme, lottare per un obiettivo, il tutto sempre attorniato da valori fondamentali come amicizia e divertimento».
Com'è possibile raggiungervi ed avete stabilito un numero massimo di iscritti?
«Assolutamente no, vogliamo prima di tutto essere un gruppo molto unito, coeso e che abbia come principi quelli sovra elencati, abbracciamo tutti coloro i quali vogliano unirsi a noi per portare avanti questo progetto: dai bambini agli adulti nessuno dev'essere escluso. Chi volesse anche solo per curiosità conoscerci meglio ci troverà sulle piattaforme social, poi se vorrà entrare a far parte della nostra associazione, saremo ben felici di accoglierlo nel migliore dei modi. Insieme possiamo trasformare la passione in un'esperienza condivisa che lasci il segno».
Quali sono le vostre prossime tappe?
«Aprire la campagna tesseramenti e stiamo già valutando, a livello puramente sportivo, di organizzare una gara del campionato Uisp da noi a Feletto, ma non solo. Probabilmente ne vogliamo organizzare anche altre nei dintorni. Ora però un passo alla volta e concentriamoci sul lavoro da fare che è tanto, ma siamo determinati, volenterosi, ma soprattutto non abbiamo paura di metterci in gioco».
Tornando alla vostra presentazione, prima della gara c'è stato un momento particolarmente importante e commovente allo stesso tempo: ce ne vuole parlare?
«Prima della terza edizione della San Vittorio Run, abbiamo voluto ricordare due persone che hanno sempre amato tantissimo lo sport e che purtroppo ci hanno già prematuramente lasciato: Alessandro Rossi, da tutti conosciuto come Ale, e Dino Conti, il papà di una delle nostre fondatrici, al quale abbiamo voluto e doverosamente dedicare sia la gara di corsa, che di camminata».