Universitario salvato dal defibrillatore al collegio Cardano
Pavia. Lunedì sera, sul campo della palestra del collegio Cardano in viale Resistenza, il tempo si è fermato. Era solo un allenamento di basket tra ragazzi, una partitella come tante, fino a quando un universitario di 19 anni si è accasciato a terra, vittima di un arresto cardiaco improvviso. I compagni di squadra, collegiali del Volta, non hanno esitato: hanno iniziato le manovre di primo soccorso cardio respiratorio e afferrato il defibrillatore presente nella struttura e, seguendo ciò che avevano imparato, hanno fatto ripartire il cuore del loro amico. Il rumore del pallone che rimbalzava sul parquet si è fermato all’improvviso. Ma poi, tra un bip e un sospiro, è tornato a battere il suono più importante di tutti: quello di un cuore che ha ripreso a vivere. Il 19enne ora è in Rianimazione, ma dovrebbe cavarsela.
La ricostruzione
«Hanno fatto tutto nel modo giusto», raccontano i volontari di Pavia nel Cuore, l’associazione guidato dal cardiologo robbiese del San Matteo Enrico Baldi che da anni si batte per la diffusione dei defibrillatori e della formazione alle manovre salvavita. «Quel ragazzo oggi ha avuto una possibilità concreta di sopravvivere perché qualcuno, anni fa, ha deciso di cardioproteggere quel luogo e di formare i giovani all’uso del DAE, il defibrillatore semiautomatico» aggiunge Baldi.
Il malore è avvenuto poco dopo le 21. I primi ad accorgersi dell’arresto cardiaco sono stati ovviamente i compagni di squadra. Hanno chiamato i soccorsi e, senza perdersi in esitazioni, hanno iniziato le manovre di rianimazione. Poi il defibrillatore: due scariche, e il cuore del giovane ha ricominciato a battere.
«Già da tempo abbiamo installato il defibrillatore all’ingresso della palestra, in un punto accessibile anche dall’esterno», spiega il rettore del Collegio Cardano, Giuseppe Faita, accorso subito dopo l’accaduto, mentre i soccorsi del 118 erano ancora sul posto. «L’intervento dei compagni di squadra è stato provvidenziale: erano formati, hanno saputo cosa fare e hanno agito con lucidità. Il loro gesto è stato decisivo. Per fortuna arrivano notizie positive dall’ospedale: il ragazzo ce la dovrebbe fare».
Dopo le prime cure, il giovane è stato trasportato d’urgenza al policlinico San Matteo, dove è tuttora ricoverato in Rianimazione. Le sue condizioni restano serie, ma non sembra in pericolo di vita. Non è stata necessaria l’angioplastica, dato non c’erano coronarie chiuse.
Un episodio che poteva trasformarsi in tragedia, e che invece oggi è un inno alla speranza, alla preparazione e alla collaborazione. «Questo risultato – sottolinea Enrico Baldi di Pavia nel Cuore – è frutto di un lavoro di anni, portato avanti da enti, istituzioni e volontari. Solo insieme si può combattere l’arresto cardiaco, e l’evento di ieri sera ne è la dimostrazione».
Nel frattempo, la palestra del Collegio Cardano resterà temporaneamente chiusa, in attesa che venga rimesso in funzione il defibrillatore. Ma la chiusura non è solo precauzione: sarà anche il tempo per riflettere, per rinnovare l’impegno. «Continueremo i corsi con Pavia nel Cuore, come fanno tutti i collegi di Pavia – promette il rettore Faita – vogliamo che sempre più studenti imparino a intervenire, a non aver paura. Perché in quei secondi si può davvero fare la differenza».