Scarcerato il 35enne che ha devastato il pronto soccorso di Vigevano
Adam Chbaiba, il marocchino di 35 anni che sabato pomeriggio ha devastato il pronto soccorso dell’ospedale Civile di Vigevano, è stato scarcerato: il giudice Fabio Lambertucci ha convalidato l’arresto ma ha anche disposto la scarcerazione con l’obbligo di firma per tre volte la settimana alla caserma dei carabinieri di via Castellana a Vigevano. Il processo è stato fissato il 23 febbraio prossimo. Il provvedimento è condizionato al risarcimento del danno provocato all’ospedale: l’uomo di origini nordafricane è in Italia con regolare permesso di soggiorno e lavora come operaio in una logistica del novarese, e nel corso del suo accesso d’ira ha devastato il vetro di protezione della sala destinata al personale del triage e messo a rischio gli operatori: a scatenare una violenza senza giustificazioni, la richiesta degli operatori di attendere per la visita. L’ennesimo episodio di aggressione ai danni degli operatori sanitari (che ha costretto all’interruzione del servizio di ambulanze) ha acceso anche le reazioni della politica locale di Vigevano: l’ospedale della città è stato più volte teatro di escandescenze contro gli operatori sanitari e le dotazioni della struttura. Il partito democratico della città Ducale presenterà una mozione per chiedere di estendere il presidio di polizia. «Non è possibile che queste situazioni violente e pericolose si continuino a ripetere – dice Alessio Bertucci, consigliere del Pd – abbiamo proposto una mozione che discuteremo nel consiglio comunale di giovedì con la quale si chiede di estendere il presidio della polizia sette giorni su sette e 24 ore su 24 direttamente in pronto soccorso. Serve uno sforzo maggiore e azioni concrete da parte delle istituzioni per tutelare lavoratori e utenti. È tempo di ragionare seriamente con esperti sul profondo disagio economico e sociale che c'è in città e sulle soluzioni da trovare». Sull’argomento è intervenuta anche l’ex vice sindaca Marzia Segù: «L’aggressione di sabato – dice – non è un fatto isolato. È il segnale di un disagio profondo che si ripete da anni e che nessuno ha avuto il coraggio di affrontare in modo sistemico. Il punto non è chi ma come gestiamo queste situazioni, come garantiamo sicurezza e rispetto a chi lavora e a chi ha bisogno di cure. Serve una regia forte che metta insieme sanità, servizi sociali, forze dell’ordine e cittadinanza attiva». Per Barbara Verza, del Partito Liberaldemocratico «Certi pazienti psichiatrici o tossicodipendenti devo essere trattati con percorsi cuscinetto quando arrivano alterati». In provincia di Pavia si sono registrati 276 episodi di violenza fisica e verbale nel corso del 2024, come dire quasi una violenza al giorno. E a livello regionale, quelli che rischiano di più sono gli infermieri: loro le vittime nel 60 per cento dei casi, secondo i dati disponibili.