Crack Asa, Comuni pronti a pagare 8 milioni per evitare danni peggiori
RIVAROLO CANAVESE. Una “pietra miliare” di un percorso accidentato che si vorrebbe concludere con 8 milioni di euro: i Comuni canavesani hanno ritrovato il dialogo in merito al crack Asa ed ora sembrano concordi nel voler pagare per evitare danni peggiori. Lo scarto è ingente rispetto ai 42 milioni quantificati in totale, 37 più gli interessi di mora, ma la cifra proposta è quella che i Comuni dell’allora consorzio pubblico possono sostenere senza rischiare il default. Se ne è parlato lunedì a Rivarolo in consiglio comunale e l’atto di indirizzo è stato votato dall’unanimità dell’assemblea, che è pronta a versare la sua quota di 1,8 milioni.
«È stato fatto un lavoro di un anno per ricucire una serie di relazioni sul territorio, in particolare con i sindaci e i presidenti delle Unioni montane – ha spiegato il primo cittadino di Rivarolo Martino Zucco Chinà –. All'indomani della mia elezione avevo la sensazione che fosse il momento di aggredire il problema, legato a una soluzione di tipo transattivo. Uno dei commissari straordinari, Stefano Ambrosini, si è reso disponibile a individuare, da un lato, una dimensione utile a chiudere la negoziazione e, dall'altro, a ipotizzare un tipo di percorso funzionale ad arrivare a una chiusura della negoziazione e a un pagamento del debito entro una data significativa per la progettazione delle scelte future: il 13 ottobre 2026, quando la Corte d’Appello, dopo la decisione della Corte di Cassazione dell’anno scorso, si riunirà e potrebbe addebitare ai Comuni 42 milioni».
Il lavoro intrapreso è stato complesso e la partita non è chiusa: «Sono stati ricostruiti gli accantonamenti dei Comuni, tenendo conto di ciò che sarebbero stati in grado di garantire al contraente senza correre il rischio di default. Per quanto riguarda Rivarolo, la cui cifra è di 1,8 milioni di euro, do atto alle amministrazioni Rostagno di aver accantonato risorse importanti. E in misura superiore a quelle accantonate da tutti gli altri Comuni e dalle Unioni montane nate da poco. Il lavoro di questi mesi è stato quello di richiamare ciascuno al suo senso di responsabilità, per poter tornare a ripensare lo sviluppo di ciascun Comune e dell'intero territorio».
Una commissione ministeriale preposta alla sorveglianza e alla tutela dei diritti dei creditori ha, però, sollevato un'obiezione rispetto allo scarto tra i 42 milioni di debito e gli 8 milioni proposti: «Con il contributo della nostra assessora Alessia Cuffia, dell’eurodeputato Giovanni Crosetto che si è interessato della questione, del segretario comunale Paolo Devecchi e dell’avvocato e sindaco di Pertusio Giuseppe Damini, abbiamo proposto un’attenta analisi del nostro territorio, chiedendo ai commissari coinvolti nella trattativa di calarsi nella realtà canavesana, dove lo stampaggio a caldo è fortemente in crisi e dove le nostre montagne non sono quelle gettonate del turismo di massa. Abbiamo fatto presente che i nostri Comuni lottano già per mantenere in equilibrio i conti di bilancio e che spesso si trovano anche a fronteggiare emergenze dovute al rischio idrogeologico. Una sentenza particolarmente coerente con il dato iniziale dei 42 milioni di euro darebbe il colpo di grazia a molti di essi. Abbiamo raccontato la condizione di ogni singolo Comune con il relativo rischio di dissesto economico. In questi giorni, ed entro il 30 ottobre, sono in corso frenetiche consultazioni per ottenere da altri soggetti politici un’ulteriore disponibilità economica e aggiungere una quota agli 8 milioni. La priorità è raggiungere questo accordo in maniera definitiva e avviare poi le procedure successive per regolarizzare i pagamenti».
I pagamenti, in caso la trattativa andasse a buon fine, potrebbero avvenire in due fasi: «Ci sono Comuni, come Rivarolo, Cuorgnè e Bosconero, che si trovano nella condizione di poter versare una quota entro il 10 di dicembre, mentre altri, che provvederanno all'accantonamento dal prossimo bilancio preventivo, si troveranno nella condizione di fare la loro parte nel mese di maggio. Tutto questo per scongiurare, con un accordo stragiudiziale, che si arrivi alla sentenza della Corte d'Appello», conclude il sindaco.