Coppa Italia serie D: il Pavia si arrende al Piacenza dopo i rigori
Pavia. Finisce con una sconfitta ai rigori (6-5) contro il Piacenza il cammino in Coppa Italia del Pavia. Decisivo, dopo l’1-1 nei 90 minuti, l’errore dal dischetto di Alfiero: è stato l’unico sbaglio nella serie di cinque rigori a testa, che ha determinato il passaggio del turno. Negli ottavi, dunque, sarà il Piacenza ad affrontare la Correggese, che ieri pomeriggio ha battuto per 4-1 il Prato. La gara ha visto occasioni da entrambe le parti. Il Pavia si era illuso, poco dopo la mezz’ora della ripresa, con il gol dell’1-0 firmato da Quaggio. Ma a 4 minuti dal 90esimo è Mustacchio a trovare il pareggio, trascinando la sfida alla lotteria dei rigori che ha premiato gli emiliani.
Difesa a tre per gli azzurri
Il Pavia, schierato dal tecnico Filippini con una difesa a tre, ha visto gli esterni Sofio e Carbonara pronti a scalare in copertura, portando il reparto a cinque con il trio Mazzolao-Sbardella-Nucera. In attacco, scelto il duo Quaggio-Ardemagni. All’ottavo minuto si rende pericoloso il Piacenza con una palla vagante al limite dell’area, raccolta da Putzolu, la cui conclusione potente sfiora lo specchio della porta difesa dal giovane Bifulco. Anche il Pavia si rende pericoloso con una deviazione di Ardemagni su punizione, ma il portiere Klgecaj salva il risultato. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il Piacenza sfiora il vantaggio con un colpo di testa di Pino, ma è Itraloni a liberare di testa nell’area piccola.
Altra doppia occasione per il Piacenza: Arba calcia, Bifulco respinge; poi Pizzi tenta il tap-in, ma ancora una volta il portiere azzurro si oppone con un grande intervento. Al 41esimo grande chance per il Pavia: Ardemagni sfonda sulla destra e serve un ottimo assist che attraversa l’area, sul quale Carbonara calcia di poco a lato. Nel recupero ancora azzurri pericolosi con un bel cross di Quaggio dalla sinistra e un colpo di testa di Carbonara, che però finisce alto. Nella ripresa, al 16esimo, Ardemagni viene pescato in area, difende palla ma viene trattenuto da Cabri: il Pavia reclama il rigore, ma l’arbitro concede solo il corner. Al 26esimo si rivede il Piacenza con un gran tiro dal limite di Mazzaglia, respinto sopra la traversa da un sempre attento Bifulco.
Al 32esimo il Pavia sblocca il risultato: bell’assist in area per Quaggio, che da due passi insacca l’1-0. Al 39esimo il Pavia sfiora il raddoppio: punizione dalla sinistra di Nucera e deviazione di Alfiero che finisce a lato. Ma al 41esimo il Piacenza colpisce in contropiede: la difesa del Pavia è sbilanciata e Mustacchio, lanciato in velocità, supera Nucera e batte Bifulco con un diagonale per l’1-1. Nel finale, Quaggio viene atterrato in area, ma per l’arbitro non è rigore, anzi arriva il cartellino giallo per simulazione. Episodio dubbio che avrebbe potuto regalare un penalty allo scadere al Pavia. Si va così ai calci di rigore: entrambe le squadre realizzano tutti i penalty, tranne il Pavia che sbaglia con Alfiero. Passa il Piacenza.
Filippini fiducioso «Ho visto ordine, Poesio ci aiuterà»
«Come domenica scorsa con il Sondrio è già la seconda volta che passiamo in vantaggio e alla fine veniamo raggiunti dagli avversari nel corso dei 90' – sottolinea nel dopo partita il tecnico del Pavia Antonio Filippini -. Sono, però, soddisfatto di quello che abbiamo fatto in campo, Siamo stati ordinati. E' vero che nel primo tempo il Piacenza ci ha messo in difficoltà, anche se non ricordo loro grandi occasioni da rete. E in due-tre azioni in ripartenza abbiamo anche noi rischiato di far gol e passare in vantaggio. Nella ripresa siamo riusciti a mettere in difficoltà il Piacenza, siamo passati in vantaggio e abbiamo creato ancora, poi, situazioni pericolose».
E ora è anche arrivato Claudio Poesio. «Ritorna un giocatore che conosce molto bene lo spogliatoio e la piazza per essere stato tra i protagonisti con 21 gol nella passata stagione della promozione in serie D – ricorda Filippini -. Visto come si è allenato in queste prime sedute sta bene e, se un giocatore ci mette la massima passione, motivazione la carta d'identità conta relativamente. L'abbiamo preso per darci una mano in questo momento in cui vogliamo dare una svolta a questa partenza difficile».