«No all’economia di guerra», corteo a Pavia durante il convegno Aspen con Leonardo
PAVIA. La conferenza di Aspen come «emblema di come in Italia si stia affermando sempre più l’economia di guerra, con i conseguenti tagli a sanità e altri settori». Cioè, si finanziano le armi, la difesa, invece di finanziare i servizi, di sostenere i lavoratori, le categorie più deboli, la sanità dove le attese si accumulano per chi non può pagare il privato. Sono anche queste le motivazioni dei circa 300 manifestanti che da piazza della Vittoria sabato mattina si sono messi in corteo per contestare la presenza di Leonardo a Pavia, azienda del settore della difesa e degli armamenti (partecipata dal Governo) e tra i protagonisti del convegno della fondazione Aspen in corso al Castello, il quarto appuntamento di un ciclo dedicato al futuro della difesa europea, organizzato in concomitanza con il cinquecentenario della Battaglia di Pavia .«Scendiamo in piazza per opporci alla logica della guerra e all’economia del riarmo, per denunciare chi trasforma il conflitto in profitto e chi costruisce potere sulla paura e sulla violenza» ha spiegato nei giorni scorsi Clelia Garante, presidente provinciale di Arci. Il corteo è partito da piazza della Vittoria e ha risalito Strada Nuova chiusa al traffico.
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L’incontro
L’incontro di sabato dalle 9.30 alle 13.30 è la quarta edizione della conferenza dal titolo La Battaglia di Pavia e il futuro della difesa europea, organizzato dal centro di ricerca Aspen (presieduto da Giulio Tremonti) con la collaborazione dell’Esercito, del Comune di Pavia, di Intesa Sanpaolo e dell’Università degli Studi di Pavia, e con il contributo di Comitato Promotore per la Rievocazione del Cinquecentenario della Battaglia di Pavia, Fondazione Monte di Lombardia e Leonardo. Tra gli ospiti annunciati (in presenza o da remoto) i ministri Foti e Crosetto e il commissario europeo Fitto.
La sicurezza
Castello visconteo off limits per i manifestanti, divieti di sosta attivi già da venerdì e rinforzi chiamati anche da altri capoluoghi per “blindare” la conferenza di Aspen Italia di questa mattina. La questura ha mandato una prescrizione scritta agli organizzatori del corteo, che dovrà terminare il proprio percorso prima dell’incrocio di viale Matteotti. Il timore (più sussurrato che provato) era che attivisti in arrivo da altre città potessero creare disordini a Pavia, che negli ultimi anni si è distinta per gestione dell’ordine pubblico e per proteste di certo accese, ma mai sfociate in violenza.
Per garantire la sicurezza della conferenza, il Comune di Pavia ha disposto già da ieri il divieto di sosta in piazza castello e in viale XI febbraio: le restrizioni al parcheggio varranno anche oggi fino alle ore 16. Disposizioni che renderanno più difficile raggiungere il centro, per il consueto mercato del sabato in piazza Petrarca. Durante il corteo, le linee 1, 3c e 6 non passeranno da Strada Nuova ma verranno deviate su viale Matteotti.
«Mi auguro e mi aspetto che la piazza di oggi sia uno spazio pacifico, per veicolare idee di pace e a supporto dei popoli oppressi» commenta il sindaco Michele Lissia. «Una piazza che sappia dare il meglio di sé come ha fatto negli scorsi mesi, facendo valere le proprie posizioni, ma isolando, se serve, comportamenti sopra le righe di eventuali partecipanti estranei alla comunità cittadina». —
La lettera delle associazioni, da Caritas a Arci
Sul convegno c’è stata una mobilitazione della società civile, anche oltre i confini del corteo. Per esempio nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una lettera a firma di Azione cattolica Pavia, Acli Provinciale Pavia, Presidio Libera Pavia, Caritas Pavia, Comitato Provinciale di Pavia per l’Unicef, Circolo Sostenibilità equità, solidarietà. Ecco il testo.
«Gentili ospiti di Aspen Institute Italia, riuniti a Convegno, al Castello di Pavia il 25 Ottobre 2025, da tre anni vi incontrate qui a Pavia, per suggerire, prendendo spunto da una battaglia del 1525, che il progresso tecnologico applicato agli armamenti è una naturale dinamica dello sviluppo umano e quanto sia importante finanziare adeguatamente la difesa armata. Non è chiaro, tuttavia, se quello che vi interessa è un'Europa capace di difendersi o semplicemente che vende e compra più armi.
L'unica via alla Pace sembra essere per voi la deterrenza. Siamo consapevoli del fatto che l’idea che sviluppare armi più efficaci per prevalere sul nemico possa garantirci una vita più serena è antica quanto la civiltà, ma non significa per forza che sia ancora valida. La Battaglia di Pavia, da ricordare più che da celebrare, non è neanche così rilevante in questo percorso. Non esiste una data certa per l’inizio della corsa agli armamenti, a partire da quando i primi ominidi hanno scoperto di poter usare un osso come clava.
Da sempre, ogni progresso negli armamenti ha portato un’illusione di Pace crollata appena anche quelli che chiamiamo “gli altri“ si sono procurati una soluzione uguale o più avanzata. Nella Battaglia di Pavia, la parte Spagnola, nel senso che appoggiava il Re di Spagna anche se impiegava, come l’avversaria, un gran numero di quelli che oggi definiamo contractors, ha prevalso per un massivo utilizzo delle armi da fuoco che oggi definiamo leggere . Anche i vostri documenti ricordano il livello di devastazione che questa guerra ha lasciato sul territorio e il fatto che la sconfitta non ha impedito alla parte francese di tornare a Pavia l’anno successivo a compiere altra devastazione. Riconosciamo anche noi che lo sviluppo di nuove tecnologie belliche ha spesso portato con sé anche invenzioni utili per il tempo di pace. Ma anche la corsa allo spazio ha portato a ricadute tecnologiche interessanti. Esplorare lo spazio, gli abissi oceanici, sconfiggere il cancro, risanare l’ambiente.
Ci sono tante sfide per l’umanità, che richiedono ingegno e capitali, senza pensare alla guerra. Noi preferiamo infatti evidenziare quello che Papa Francesco, confermato da Leone XIV ci ha insegnato: non esiste una soluzione tecnologica ai problemi nati dall’uso sbagliato della tecnologia. A maggior ragione, nuove armi non possono portare alla Pace. L’unico investimento efficace nella difesa è quello che prevede come fine la Pace, disarmata e disarmante. Vogliamo Pavia Città di Pace.