L’Asl/To4 istituisce la commissione per valutare il suicidio assistito
IVREA. Sette professionisti. Ci sono un palliativista, un medico legale, un rianimatore, un neurologo, un farmacista, uno psichiatra e uno psicologo. Sono la commissione istituita in Asl/To4 che dovrà valutare i requisiti di candidabilità per l’accesso al suicidio assistito. La richiesta era stata presentata da un malato poco prima dell’estate. Per l’Asl/To4 era la prima volta. In assenza di linee guida regionali, l’azienda sanitaria guidata dal direttore generale Luigi Vercellino aveva proposto un percorso di presa in carico e indicato i passi successivi.
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L’Asl, dopo essersi confrontata con la Regione, aveva riconosciuto come l’assenza di una normativa definita e di linee guida in grado di indicare il percorso rischi di generare una sorta di inerzia amministrativa, dove nei fatti non vengono assunte decisioni e si lasciano persone già fragili in condizione di vulnerabilità estrema. Di qui, la decisione di avviare in autonomia un percorso. Ed ora, a distanza di poco più di un mese da quell’atto di avvio dell’iter (era il 5 settembre), la direzione strategica (oltre al dg Vercellino ne fanno parte la direttrice sanitaria Sara Marchisio e il direttore amministrativo Michele Colasanto) il 16 ottobre ha messo nero su bianco l’istituzione della commissione che dovrà valutare i requisiti sulla base della sentenza della corte costituzionale 242 del 2019. Si tratta, sostanzialmente, di quattro requisiti che sono l’effettiva presenza di una malattia irreversibile, la conferma che la patologia sia causa di profonde sofferenze fisiche o psicologiche, giudicate intollerabili per la persona interessata, che il paziente sia dipendente da trattamenti di supporto vitale e che, ovviamente, sia in grado di assumere decisioni libere e consapevoli. Per individuare i professionisti che potessero far parte della commissione, l’Asl/To4 aveva coinvolto i responsabili delle varie strutture. I nomi della commissione, come già spiegato dalla stessa direzione Asl, non sono (e non saranno) resi pubblici. Dovranno, prima di accertare i requisiti del paziente, riunirsi e adottare un documento sulle modalità operative da adottare. L’analisi sui requisiti del paziente sarà poi oggetto di una relazione che sarà inviata al comitato etico territoriale entro 45 giorni dalla presa in carico dei lavori. A sua volta, il comitato etico sarà poi chiamato a esprimere un parere.
Il caso sollevato in Asl/To4 ha intanto riacceso il dibattito sul fine vita. Il 16 settembre scorso, rispondendo a due interrogazioni urgenti in consiglio regionale, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi aveva spiegato come la Regione stesse lavorando sul tema. « Stiamo procedendo alla elaborazione delle linee di indirizzo regionali in materia di fine vita per le aziende sanitarie alla luce della recente sentenza della Corte costituzionale – aveva detto – .L'amministrazione è ben consapevole della rilevanza e della delicatezza della materia che vede la perdurante assenza di una normativa nazionale alla quale la giurisprudenza anche costituzionale, non può sostituirsi. Per questo motivo la direzione sanità sta dedicando la massima e solerte attenzione affinché vi sia un testo conforme alle pronunce giurisprudenziali e alle normative vigenti. Non appena il documento sarà finalizzato e ufficialmente approvato, sarà prontamente reso disponibile nel rispetto delle procedure».