La Procura di Brescia sequestra di nuovo telefonini e pc dell’ex procuratore Venditti e degli ex carabinieri Spoto e Sapone
Pavia, la procura di Brescia fa sequestrare ancora i telefonini e i computer dell’ex procuratore capo Mario Venditti e degli ex carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto.
I due ex carabinieri non sono indagati ma sono coinvolti nel fascicolo d'indagine che vede l'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti che, invece, è indagato per corruzione in atti giudiziari perché nel 2017 avrebbe favorito - in cambio di 20-30mila euro, sostiene l'accusa - l'archiviazione di Andrea Sempio nuovamente indagato per l'omicidio in concorso di Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il Tribunale del Riesame di Brescia aveva annullato il provvedimento di perquisizione e sequestro disposto lo scorso 26 settembre nei confronti degli ex carabinieri e dell’ex pm. Ora li sequestrano di nuovo: per i pm all’interno ci sarebbero sicuramente chat e dialoghi utili all’indagine per corruzione in atti giudiziari, perché «vista l’eco mediatica di questi mesi queste persone si sono sicuramente parlate tra loro» e tenuto conto che le indagini nuove di Garlasco «hanno coinvolto una pluralità di soggetti, non solo Sempio».
Nel provvedimento del pm di Brescia si precisa che il sequestro dei «dispositivi e i supporti» è necessario per l’accertamento dei fatti, «atteso che a loro interno sono sicuramente contenuti elementi utili alla prova del reato, ossia la documentazione e i dati di tipo informatico contenuti e memorizzati all’interno dei dispositivi, consistenti in comunicazione effettuate mediante email, SMS, MMS o applicativi di messaggistica, file di documenti e fotografie presenti sui pc, sui dispositivi smartphone o tablet e sui supporti di archiviazione dei dati relativi ai seguenti temi investigativi: modalità di svolgimento delle indagini compiute nel 2016/2017 a carico di Sempio Andrea, rapporti tra gli inquirenti (pm e polizia giudiziaria) con la famiglia Sempio e i loro avvocati e consulenti tecnici, versamento di denaro agli inquirenti-anche attraverso terzi soggetti-per influire su tali indagini, canali di movimentazione del denaro da parte della famiglia Sempio».
Nel provvedimento si legge ancora: “La più che verosimile presenza di contatti e conversazioni aventi ad oggetto lo svolgimento delle indagini” su Sempio “è corroborata dall’imponente eco mediatica che la vicenda ha avuto nell’ultimo anno e mezzo, elemento che supporta l’ipotesi di presenza all’interno dei dispositivi in sequestro di nuove conversazioni utili a ricostruire i fatti e le responsabilità”