Tim avvia la cessione di TeleContact, in allarme i 130 lavoratori di Ivrea e Aosta
Ivrea
È un’operazione di aggregazione tra aziende nel settore delle telecomunicazioni che ha messo in agitazione 1.591 lavoratori in tutta Italia, 130 dei quali tra Ivrea ed Aosta. Lunedì scorso è stata notificata alle organizzazioni sindacali la procedura ex art. 47 relativa alla cessione di ramo d’azienda di TeleContact, società del gruppo Tim interamente controllata. Per i sindacati è «l’ennesima esternalizzazione mascherata che rischia di rappresentare l’ennesima frammentazione aziendale, destinata a indebolire il Paese e a penalizzare, ancora una volta, il territorio».
La prospettiva delineata prevede che l’intero ramo di TeleContact (90 dipendenti a Ivrea, 40 ad Aosta) venga conferito, insieme a un ramo di Gruppo Distribuzione, in una nuova società denominata DNA, controllata da quest’ultima. L’operazione, per poter accedere ai fondi pubblici destinati alle aggregazioni di imprese con oltre mille dipendenti, necessita della condivisione sindacale. Al momento tale condivisione non c’è: le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno ribadito una posizione nettamente contraria.
TeleContact opera da oltre vent’anni nei servizi di customer care per Tim. A Ivrea, nella sede di via Monte Navale, si concentrano funzioni storiche legate al rapporto con la clientela. Tre anni fa la sede di Pont-Saint-Martin, dove lavoravano 87 persone, era stata in parte accorpata a Ivrea. Oggi il territorio guarda con preoccupazione a una nuova transizione industriale dal perimetro Tim verso una società destinata a operare come call center in appalto.
Ivan Corvasce, funzionario Slc-Cgil, spiega che «lo schema di cessione esporrebbe il personale a un rischio di peggioramento delle tutele contrattuali e delle prospettive di sviluppo professionale».
«La storia del settore aggiunge Corvasce - è segnata da passaggi analoghi che hanno portato a ricorsi e sentenze favorevoli ai lavoratori: Fastweb, Vodafone e Wind, dopo aver ceduto i propri rami di customer care, si sono trovate a rispondere in tribunale delle scelte operate. «Le esternalizzazioni nel customer care – osservano Slc, Fistel e Uilcom – sono state giudicate dalla storia e dalla giurisprudenza come errori strategici».
A ciò si aggiunge un quadro generale ancora in evoluzione: la ridefinizione del perimetro industriale di Tim dopo la cessione della rete e il recente ingresso di Poste Italiane fra gli azionisti di riferimento richiedono – secondo le organizzazioni sindacali – un confronto chiaro e pubblico sulle prospettive industriali e occupazionali.
Sul piano politico la questione arriva in Parlamento. Il deputato del M5s Antonino Iaria presenterà un’interrogazione urgente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chiedere quali misure il Governo intenda assumere per garantire la continuità dei servizi e la salvaguardia dell’occupazione, con particolare attenzione proprio alle sedi di Ivrea e Aosta. «Non si può continuare a smontare pezzo per pezzo il gruppo Tim mentre il Governo resta a guardare – dichiara Iaria –. Prima di qualsiasi passaggio societario servono trasparenza e garanzie reali per chi lavora».
Nel frattempo Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil avvieranno immediatamente le procedure di raffreddamento, primo passo verso la proclamazione dello sciopero. «Siamo pronti a difendere ogni posto di lavoro – conclude Corvasce – e a tutelare l’occupazione nei territori più esposti, come Ivrea e Aosta. La partita non è chiusa».