PEnsieri Azzurri | Non ci sono ancora obblighi, ma…
Non siamo ancora arrivati al tempo degli obblighi, ma la gara che l’Empoli giocherà domani a Chiavari contro l’Entella assume comunque un’importanza rilevante, soprattutto in relazione alla necessità di ottenere quelle risposte che la squadra, al netto del valore percepito, non sta ancora riuscendo a fornire. Va ribadito – e non è dettaglio di poco conto – che Alessio Dionisi si troverà a dirigere la sua quarta partita in appena 16 giorni dal primo allenamento svolto a Petroio. Un lasso di tempo ridottissimo, che conferma quanto il nuovo tecnico stia lavorando più sulla gestione e sul raccordo che non sull’introduzione di un’identità tattica propria, che forse inizierà a intravedersi dalla prossima settimana, quando finalmente si tornerà a una cadenza da “settimana tipo”, e ancor più dopo la sosta per le nazionali. È evidente come questo Empoli stia ancora viaggiando al di sotto delle aspettative. Se così non fosse, non saremmo arrivati all’esonero di Pagliuca e alla chiamata di Dionisi. Quella scossa che solitamente accompagna un cambio in panchina non si è ancora vista, e la prestazione contro la Sampdoria – una delle più brutte dell’ultimo periodo – lo ha confermato. Martedì sera, infatti, è andata in scena una partita tecnicamente povera, resa ancor meno gradevole da un avversario anch’esso in difficoltà, ma questo non può essere un alibi: ciò che conta è ciò che fa (o non fa) l’Empoli, e gli azzurri sono apparsi troppo contratti, con un numero eccessivo di errori offensivi, soprattutto nella gestione del possesso. Un elemento da salvare, però, c’è: pur continuando a subire gol in ogni partita ufficiale, qualcosa in più – in termini di equilibrio e qualità – sta emergendo nella fase difensiva e, più nello specifico, nella linea a tre. Nell’ultima uscita, Curto ha dimostrato di poter essere un’alternativa credibile, sostituendo peraltro un Lovato che resta uno dei punti fermi di questa squadra.
Dionisi ha sottolineato come non si debba caricare la squadra di pressioni superflue: servono leggerezza mentale e serenità. Ma al tempo stesso domani servirà un Empoli diverso, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento. Contro Venezia e Modena l’approccio non era mancato; contro la Samp, invece, sì. Ritrovarlo sarà fondamentale per dare poi continuità all’interno dei 90 minuti. Una gara, sia chiaro tutt’altro che semplice, contro un avversario che sulla carta non possiamo assolutamente considerarci superiore, basta vedere anche i valori di mercato delle due squadre, ma un avversario che intanto fa del terreno di gioco una importante arma in più. Il sintetico dello stadio ligure, particolare nella risposta fisica e tecnica, è spesso un alleato per chi ci gioca quotidianamente e una trappola per chi non vi è abituato. Non a caso, la Virtus Entella in casa non ha ancora perso, con una differenza di rendimento notevole rispetto alle partite in trasferta. Ciò non deve però diventare un alibi: l’Empoli, su quel campo, ha già vinto più volte e l’ultimo precedente, un netto 5-2, porta oltretutto la firma di Alessio Dionisi in panchina. Sul piano delle scelte, è lecito attendersi un po’ di rotazione: si sta giocando molto e mancano elementi importanti, come Lovato e Ceesai, oltre a situazioni fisiche non ottimali per altri interpreti. Il tecnico dovrà essere bravo a individuare chi può dare il proprio contributo dall’inizio e chi potrà invece incidere in corso d’opera. Serviranno attenzione, pazienza e lucidità: non bisogna farsi travolgere dalla smania di vincere a tutti i costi. Anche perché, lo ribadiamo, la parola “obbligo” per ora è bene lasciarla fuori dal vocabolario azzurro.
Così come non la citiamo noi, la parola “obbligo” non deve nemmeno sfiorare la testa dei giocatori. Si torna, dunque, a quel concetto di leggerezza che può davvero diventare propedeutico e determinante all’interno di una partita che presenta diverse insidie e che, per caratteristiche e contesto, rischia di trasformarsi in un vero e proprio trabocchetto. È indubbio che, tra le due squadre, sia l’Empoli ad avere qualcosa in più da perdere, ma questo non deve in alcun modo fare breccia nell’approccio alla gara né condizionare l’aspetto mentale. Occorre piuttosto prendere sempre più consapevolezza delle qualità che crediamo questa squadra possa ancora esprimere. Qualità che, tuttavia, devono iniziare a manifestarsi con continuità. Come dicevamo in chiusura delle riflessioni seguite al pareggio contro la Samp, ora tocca alla squadra confermare con i fatti ciò che finora abbiamo sostenuto con le parole: che il potenziale c’è, che i valori esistono, e che il giudizio ancora positivo su questo gruppo merita di essere confermato sul campo.
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