Vandalismi in centro a Ivrea, fioriere rovesciate. Autori ripresi, il sindaco sporge denuncia
Ivrea
Pensavano di aver compiuto una semplice bravata i ragazzi che, nella notte tra il 29 e il 30 ottobre, hanno rovesciato alcune fioriere davanti ai negozi di via Guarnotta. Risate, schiamazzi, l’idea di farla franca approfittando del buio e delle strade deserte. Tuttavia, la scena è stata ripresa da un residente affacciato alla finestra, che ha poi consegnato le immagini al sindaco e al dirigente del commissariato di Ivrea. Quelle riprese, inizialmente circolate in forma ristretta, hanno trasformato un gesto superficiale in un episodio destinato a essere affrontato nelle sedi istituzionali.
Durante la riunione di giunta di giovedì scorso, l’amministrazione comunale ha deliberato di presentare denuncia per danneggiamento e disturbo della quiete pubblica. Non solo: in caso di processo, il Comune si costituirà parte civile e, qualora i responsabili venissero riconosciuti colpevoli, chiederà che svolgano lavori di pubblica utilità a favore della collettività. La procedura formale si concretizzerà lunedì, quando il sindaco Matteo Chiantore si recherà negli uffici del commissariato per depositare la denuncia. La delibera, già approvata, lo autorizza a procedere senza ulteriori passaggi amministrativi.
Il problema, però, non riguarda un singolo episodio isolato. In città, fioriere rovesciate o spaccate si moltiplicano da mesi: da corso Massimo d’Azeglio alle vie del centro storico, fino alla stessa via Guarnotta. Diversi commercianti segnalano ripetuti danneggiamenti e lamentano costi di ripristino che spesso ricadono su privati o sul Comune. Secondo testimonianze raccolte sul posto, a compiere questi atti sarebbero piccoli gruppi di giovanissimi che, nelle ore notturne, si divertirebbero a colpire arredi e decorazioni urbane. Un fenomeno che, se trascurato, rischia di alimentare la percezione di abbandono e insicurezza.
Sui social le segnalazioni si susseguono: post, foto, commenti arrabbiati o ironici. Molti invocano un ritorno a presunte regole di una volta, altri accusano le famiglie, altri ancora le istituzioni. «Noi alla loro età non eravamo così» è il refrain più frequente, a cui si aggiungono inviti alla “disciplina” e alla reintroduzione della leva obbligatoria. Discussioni accese, che però mai sfociano in denunce formali.
«La questione è molto seria – commenta il sindaco Chiantore, spesso preso di mira sui social quando si parla di sicurezza – Non parliamo di un gesto isolato, ma di una serie di episodi che negli ultimi mesi hanno interessato diversi punti della città. Il Comune presenta denuncia perché questi sono reati perseguibili solo su querela di parte. Riteniamo necessario dare un segnale chiaro e provare a porre un freno a comportamenti che danneggiano il decoro urbano e la convivenza civile».
Il sindaco invita i cittadini a non limitarsi ai post online: «Un commento su Facebook non equivale a una denuncia. Chi assiste a episodi simili contatti le forze dell’ordine. Solo così polizia e carabinieri possono intervenire e, se necessario, procedere penalmente».
L’obiettivo, precisa Chiantore, non è colpire indiscriminatamente i giovani, ma richiamare ciascuno alle proprie responsabilità: «La nostra azione vuole essere un deterrente. Nessun accanimento verso le nuove generazioni. Tuttavia, chi si lascia andare a comportamenti dannosi è giusto che ne risponda. E se un giudice lo riterrà opportuno, saremo pronti a impiegarli in lavori di pubblica utilità: la città ha bisogno di cura, e restituire qualcosa alla comunità può essere un modo per comprendere il valore di ciò che si rompe».