150 anni fa nasceva il risparmio postale, in Canavese 260mila libretti e 600mila buoni
ROMA. A Roma, alla Nuvola di Fuksas, giovedì 30 ottobre sono stati celebrati i 150 anni del risparmio postale. Poste italiane e Cassa depositi e prestiti (Cdp) hanno illustrato questa storia tutta italiana e alcuni dati importanti, che attestano come il risparmio postale sia, dagli esordi a oggi, un posto sicuro per i fondi di tutti. Questi strumenti finanziari, garantiti dallo Stato e che uniscono modernità, sicurezza e rendimento, emessi da Cdp e distribuiti da Poste italiane, sono diventati simbolo della fiducia riposta dai cittadini nello Stato e motore di progresso sociale.Questa forma di risparmio è tuttora in crescita e nell’area canavesana, secondo i dati aggiornati al dicembre 2024, i libretti sfiorano i 260mila, mentre i buoni arrivano quasi a 600mila. Una delegazione di otto sindaci canavesani, tra i 200 in sala, ha preso parte all’evento.
L’anniversario
«Il risparmio postale è un porto sicuro anche durante i momenti di turbolenza dell'economia – ha detto l'amministratore delegato di Poste italiane Matteo Del Fante –. Il suo valore ammonta a 324 miliardi, di cui 94 miliardi di libretti e 230 miliardi di buoni, con circa 27 milioni di risparmiatori, tra questi 2,4 milioni di minorenni, e un ammontare medio pro capite di circa 12mila euro. Un valore che dimostra come il risparmio sia effettivamente diffuso tra gli italiani: una avvenuta democratizzazione del risparmio grazie all'attività dei due enti. Le mappe sulla diffusione territoriale mostrano come la distribuzione copra tutto il Paese. La raccolta postale, inoltre, iniziò proprio nei Comuni non serviti dalle banche o dalle casse di risparmio, perciò viene naturale fare un parallelo con l'attuale presenza solitaria di Poste nelle aree interne del Paese». «Il libretto postale – ha sottolineato la presidente di Poste Silvia Maria Rovere – è stato il primo salvadanaio collettivo e oggi l’11 % delle azioni di Poste è nelle mani di piccoli risparmiatori. Si conferma, inoltre, la forte vocazione sociale, soprattutto nei territori colpiti dallo spopolamento, dove Poste agisce come promotore di nuovi modelli di sviluppo, come nel caso di Polis».
Ha continuato il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini: «Celebrare il risparmio postale non vuol dire solo guardare al passato, ma riconoscere fiducia profonda tra Cdp, poste e cittadini. Cdp è custode e gestore responsabile del risparmio, che viene trasformato con crescita, prudenza e visione. È grazie a questa collaborazione che è stato possibile ammodernare le grandi reti infrastrutturali, in particolare in settori dove il capitale privato da solo non era pronto a investire, ma anche nelle emergenze. Dalle bonifiche alle alluvioni fino al Vajont. È con questo tipo di risparmio paziente ma attivo che si dà vita al progresso, con responsabilità, visione e impatto. Un viaggio di coraggio e cambiamento con Poste di quasi due secoli».
I libretti di risparmio sono nati nel 1875, poi nel 1925 sono arrivati i buoni fruttiferi postali. Nel 1942 i depositi dei risparmiatori rappresentavano già il 18% del Pil, mentre oggi il 95% degli italiani vive in Comuni in cui, grazie a Cdp, è stato finanziato almeno un progetto tra infrastrutture strategiche, housing sociale, start up e progettualità che oggi valgono 75 miliardi, come ha ricordato l’amministratore delegato di Cdp Dario Scannapieco.
All’evento hanno partecipato anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, intervenuto sul palco, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiuso l’evento: «Cdp, nata 175 anni fa, trova nel risparmio postale il principale canale di alimentazione, in una sosta di finanza circolare, mentre Poste italiane, ieri nell’Italia che nasceva ma anche oggi con davanti nuove sfide, educava ed educa i cittadini al risparmio».
I dati
In Piemonte i libretti di risparmio, secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2024, sono un milione e 709.654, di cui 78.253 dedicati ai minorenni, mentre i buoni fruttiferi sono 2 milioni e 767.959, di cui 479.136 per i minori. Nella provincia di Torino, dove gli uffici postali sono 420, di cui 268 in comuni sotto i 15mila abitanti, i libretti postali hanno superato la quota degli 850mila, di cui 36mila dedicati ai minori, per un valore complessivo di oltre 2 miliardi di euro. I buoni postali, invece, superano il milione e di questi 247 mila sono pensati per i minorenni. Il loro valore complessivo è di 7 miliardi. Libretti e buoni, in totale, valgono oltre 9 miliardi. In Canavese si parla di circa oltre 258mila libretti e di oltre 592mila buoni fruttiferi.
I valori della Valle d’Aosta seguono l’andamento demografico del territorio e i libretti postali sono oltre 55mila, di cui 2mila per i minori, per un valore di 190 milioni di euro. I buoni postali sono 102mila, di cui 16mila per i minori, per un totale di 630 milioni. Il valore del risparmio postale in Valle d’Aosta supera gli 820 milioni di euro.