Prascorsano, torna la truffa dei finti carabinieri: anziani a rischio
Prascorsano
Quasi arrestati a Rivarolo, lo scorso anno, dopo un tentativo di truffa, sono ricomparsi a Prascorsano. Cambiano strada, divisa e racconto, ma il copione resta lo stesso: truffare anziani soli fingendosi carabinieri o tecnici. Martedì 28 ottobre, un uomo con la divisa taroccata dell’Arma ha bussato alla porta di un’abitazione sulla strada per Pratiglione. Due complici lo attendevano in auto, una vecchia Fiat Croma color marrone chiaro. Per fortuna il colpo non è andato a segno. A segnalare l’accaduto è stato il Comune, che ha diffuso un messaggio chiaro: non fate entrare nessuno e chiamate immediatamente il 112.
Una raccomandazione che arriva dopo mesi di allerta in tutto l’Alto Canavese. Pochi mesi fa, a Rivarolo, un 72enne – Adriano, nome di fantasia – aveva messo in fuga tre impostori: due travestiti da tecnici Smat e un terzo in divisa da carabiniere. Con la scusa di un guasto alle tubature, avevano cercato di introdursi in casa per derubarlo, ma la lucidità del pensionato e la prontezza dei vicini avevano sventato la truffa. Episodi analoghi si erano già verificati a Castellamonte, Valperga e Torre, con falsi agenti municipali e bottini consistenti.
Nel dicembre 2024 la stessa strategia è stata segnalata anche tra Ozegna, Bairo e Agliè, dove i sindaci hanno invitato la popolazione alla massima attenzione. «Un uomo di mezza età, con cappellino e fiamma falsa sul berretto, è stato visto aggirarsi vicino alle abitazioni di anziani», aveva scritto l’allora primo cittadino di Ozegna, Sergio Bartoli, dopo che una donna era riuscita a farlo fuggire chiamando i veri carabinieri. Analogo appello era arrivato dal sindaco di Agliè, Marco Succio, e dall’amministrazione di Bairo: mai aprire la porta a sconosciuti e segnalare subito presenze sospette.
In parallelo, le stazioni dell’Arma di Agliè, Cuorgnè e Castellamonte hanno intensificato i controlli e gli incontri pubblici, spiegando come riconoscere i truffatori e difendersi dalle loro tecniche sempre più sofisticate. «Collaborazione e prudenza sono le armi più efficaci – ricordano i militari – perché un vero carabiniere non entra mai in casa senza un motivo ufficiale». E a Prascorsano, questa volta, la prudenza ha avuto la meglio.