Il papà di Andrea Sempio: «Io corruttore? Venditti nemmeno lo conosco»
Garlasco. «È passato tanto tempo, sono passati gli anni, e quindi sono cose che ormai non te lo ricordi neanche più. Quella gente lì non la conosco neanche. Ma adesso bisogna capire bene le cose». Giuseppe Sempio, il padre di Andrea, commesso 37enne accusato dai pm di Pavia dell’omicidio di Chiara Poggi, ha commentato così in tv, a Quarto grado, la sua iscrizione nel registro degli indagati per il filone della corruzione, che vede coinvolto anche l’ex pm di Pavia Mario Venditti. Secondo l’ipotesi dei magistrati, nel 2017 Sempio senior avrebbe pagato l’ex magistrato con 20 o 30mila euro (come suggerirebbe un pizzino trovato a casa della famiglia Sempio a maggio) ottenendo in cambio la richiesta di archiviazione della posizione del figlio, allora per la prima volta finito sotto inchiesta e poi scagionato.
«Nessun timore»
Nell’intervista l’operaio di Garlasco in pensione, rispondendo ad alcune domande ha detto di aver saputo di essere indagato dai media e ha aggiunto: «Stiamo cercando di capire, ma di preciso non sappiamo niente». Quando gli è stato chiesto se abbia il timore che nei telefoni che gli sono stati sequestrati si possa scoprire qualcosa, l’uomo ha replicato: «No, no, guarda. È passato tanto tempo, sono passati gli anni, e quindi sono cose che ormai non te lo ricordi neanche più».
L’ipotesi di corruzione
Per la pm Claudia Moregola, Giuseppe Sempio avrebbe quindi corrotto l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per scagionare, nel 2017, il figlio accusato per la prima volta dell’omicidio di Chiara Poggi. Una corruzione che sarebbe passata da quegli ormai famosi «20-30 mila euro» riportati nell’appunto manoscritto di casa Sempio.
Secondo le indagini «le modalità prospettate sembrano più vicine all’ipotesi di dover pagare in maniera occulta persone diverse piuttosto che i difensori di fiducia», hanno scritto le Fiamme Gialle in un’annotazione che parla di «anomalie». Il riferimento degli inquirenti è all’intercettazione ambientale del 10 febbraio 2017 quando in auto Giuseppe Sempio parlando in dialetto alla moglie aveva detto: «Dobbiamo trovare la formula di pagare quei signori». «Sicuramente intendevo gli avvocati parlando di quei signori lì», ha fatto mettere a verbale lo scorso 26 settembre Giuseppe Sempio, sentito nella caserma della Finanza dopo la perquisizione disposta dalla pm di Brescia. «Ogni prelievo fatto era sicuramente per gli avvocati». Ma per chi indaga non è così.