A Pavia Casa Cambiagio apre le porte per la festa di Natale
PAVIA. Una mostra di quadri realizzati dalle ospiti, una cioccolateria con biscotti fatti in casa (Cambiagio) e un concerto speciale a cura di GhislieriMusica. Sabato 13 al pomeriggio, dalle 16 alle 19, il portone di Casa Benedetta Cambiagio onlus, in via San Giovanni in Borgo 7, si apre alla città per la Festa di Natale. I pavesi che lo desiderano possono portare un dono per le ragazze e le mamme con bambini accolte dall'ente: la mattina di Natale tutti i regali saranno distribuiti equamente.
«La festa di Natale aperta alla città sta diventando un appuntamento atteso e ne siamo molto felici – racconta Paolo Bresciani, presidente di Casa Benedetta Cambiagio Onlus –. Quest'anno, nella chiesa di Casa Cambiagio, avremo il piacere di ascoltare un concerto con i musicisti di GhislieriMusica. Sarà un momento di grande valore artistico. All'ingresso di Casa Cambiagio ci sarà un albero di Natale, lì si potranno lasciare i doni per le nostre ragazze. Gli anni passati è stato molto emozionante vedere i tanti pacchetti portati dai pavesi, un vero segno di amicizia della città per il nostro ente. Nel nostro salone Ada Eva Verbena, docente e artista, presenterà i quadri che le nostre ragazze hanno realizzato durante il suo laboratorio artistico. Un progetto che ha riempito i pomeriggi estivi di arte e fantasia. Sempre nel salone sarà anche possibile gustare una tazza di cioccolata calda e assaggiare i biscotti cucinati dalle nostre ragazze insieme ai volontari del Rotaract Pavia Nord».
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Casa Benedetta Cambiagio Onlus, che nel 2026 festeggerà i duecento anni dalla fondazione dell'opera, inaugura così anche la collaborazione con GhislieriMusica. Giulio Prandi, direttore artistico, spiega: «GhislieriMusica, oltre all’attività concertistica internazionale, promuove la musica come strumento di crescita e benessere per la comunità. Tra i suoi progetti spiccano quelli dedicati agli studenti, protagonisti di ensemble, coro e orchestra giovanili: giovani che, guidati da professionisti, trasformano il lavoro quotidiano in energia condivisa con tutta la città. Perché la musica non vive solo sul palcoscenico, vive dove ci sono le persone»