Ok al “bonus” pronto soccorso aumenti fino a 420 euro al mese
Pavia. Si è concluso giovedì sera il confronto tra Regione e i sindacati in merito all’aumento delle indennità di pronto soccorso per il quadriennio 2023-2026, cioè il “bonus” riconosciuto a infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e amministrativi (e soccorritori in ambulanza) che lavorano in uno dei servizi più stressanti del sistema sanitario, per via degli intensi ritmi di lavoro e dell’esposizione al rischio aggressioni. La rivalutazione è prevista dal nuovo contratto nazionale del comparto sanità firmato dai sindacati Cisl, Fials, Nursind e Nursing Up – ma non da Cgil e Uil – e, per il personale impiegato in pronto soccorso per almeno 70 turni al mese un aumento di stipendio mensile che varia dai 200 ai 420 euro, in base al proprio ruolo (mentre oggi oscilla intorno ai 100 euro per gli infermieri). Le risorse – 31 milioni di euro a livello regionale – dovrebbero essere liquidate entro il primo trimestre del 2026, dopo l’approvazione in giunta regionale dell’accordo con i sindacati: poi si procederà all’erogazione. «È un primo passo che inizia finalmente a riconoscere il ruolo di chi lavora nei servizi più esposti e complessi del sistema sanitario» afferma Roberto Gentile, segretario regionale di Fials.
Gli importi
La novità riguarda circa 5mila operatori dei servizi di pronto soccorso al lavoro nelle strutture regionali.
Stando a quanto affermato dai sindacati a margine del confronto di giovedì, i nuovi importi saliranno a 420 euro per gli infermieri, il personale ostetrico e i tecnici di radiologia. Per gli autisti soccorritori e gli operatori socio sanitari il bonus salirà a 280 euro, mentre per il personale tecnico e amministrativo le cifre oscillano tra i 200 e i 220 euro. La rivalutazione riguarderà anche il servizio prestato a partire dal 2023 (periodo che ricade nel contratto appena rinnovato) e per questo agli operatori spetteranno gli arretrati: «È il primo accordo regionale raggiunto in Italia dopo la sottoscrizione del nuovo contratto nazionale del contratto – aggiunge Gentile – con arretrati che per infermieri e personale ostetrico possono arrivare anche a 8mila euro che andranno a beneficio di chi lavora. Si tratta di un passaggio rilevante che arriva in una fase segnata da una forte crescita del costo della vita, e che consente agli operatori di tirare un sospiro di sollievo, dopo anni di progressivo impoverimento del comparto sanità: altre Regioni devono ancora intavolare i negoziati con le parti sindacali».
Rischi e aggressioni
L’accordo regionale sulle indennità di pronto soccorso era uno dei passaggi che mancava per mettere a terra il nuovo contratto di categoria, mentre le organizzazioni sindacali firmatarie cominceranno a breve i negoziati per il patto di lavoro del triennio 2025-2027.
Introdotta nel 2022 sull’onda dell’esasperazione sorta nel post Covid, l’indennità di pronto soccorso è stata pensata per riconoscere gli sforzi di lavoratori in condizioni di stress e rischio oggettivo: nel 2024 le aggressioni registrate negli ospedali della provincia sono state 274 (come dire una giorno) con una quota rilevante di queste ai danni di chi lavora nel sistema dell’emergenza. «Adesso bisognerà lavorare sulle indennità degli operatori impiegati in altri settori come la terapia intensiva, le medicine o la chirurgia – aggiunge Gentile – dobbiamo inoltre portare a casa il rinnovo del contratto della sanità privata. Solo così si possono evitare squilibri e situazioni critiche come quelle emerse nei giorni scorsi al San Raffaele, dove l’assenza di regole contrattuali omogenee ha mostrato tutte le fragilità di un sistema che non può essere lasciato senza governo. Gli sforzi di tutti gli operatori del sistema sanitario vanno riconosciuti».