Il giornalista pavese Barzizza “voce” della fiaccola olimpica
PAVIA
È partito ufficialmente il 6 dicembre scorso il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, e con esso quello di Marco Barzizza, 40enne giornalista sportivo pavese, chiamato a esserne il Master of Ceremony, ossia il conduttore delle serate che accoglie l'arrivo della Fiamma in città e l'accensione del braciere. Da Roma, città da cui è iniziato l’itinerario, fino a Milano (5 febbraio), passando per Pavia (15 gennaio) e per tutte le regioni italiane: nel momento in cui lo abbiamo intervistato, Marco si trovava a Pompei, emozionato per l’avventura che sta vivendo. Marco, ci sembra di capire che ci sia tanto lavoro da svolgere, ma anche tanto divertimento. «Sono serviti alcuni giorni di ambientamento, poi è migliorato tutto, diventando un’esperienza davvero unica. L'ultima Olimpiade in Italia fu 20 anni fa e chissà quando ricapiterà ancora». Quando è arrivata la chiamata? «Lo scorso giugno, davvero inaspettata. Accettare è stato naturale, anzi, non mi sono neanche posto il quesito». Quanto è servita la tua esperienza? «La capacità di improvvisare è stata essenziale in determinati momenti di animazione del pubblico. E' una situazione che mi mette alla prova e che mi insegna tanto». Qualche personaggio che hai imparato ad apprezzare? «Mi ha fatto molto piacere conoscere i team dei due presenting partner, Coca Cola ed Eni: ho creato dei bei rapporti con gli speaker Dario Micolani e Francesco Randazzo al microfono, e i dj Federico Masiero (pavese anche lui) e Stefano Locatelli». La data da cerchiare, almeno per i pavesi, è dunque il 15 gennaio. «Ovviamente! Non vedo l'ora. Posso citare un aneddoto, ovvero il fatto che la classe di mia nipote si sta organizzando per venire sotto il palco. Sarà emozionante». E quali altre avevi cerchiato prima di partire? «Quella di Catania per questioni di cuore, mia mamma è originaria di lì. E anche quella di Pompei, perché non l’avevo mai vista ed ero curioso di visitarla, oltre a Milano». Infine, vuoi raccontarci un momento emozionante vissuto? «A Livorno, il penultimo tedoforo è stato Igor Protti, ex calciatore di Livorno e Bari, che ora sta lottando contro una grave malattia. Ha raccontato di come la Fiamma sia una speranza per tutti».