Il cardinale Zuppi benedice Trump: “Ha aperto finestre di pace in Medio Oriente e in Ucraina”
L’impegno di Donald Trump per fermare la guerra, stavolta, riceve il plauso della Santa Sede. “La sua insistenza ha portato al dialogo in Medio Oriente e in Ucraina, aprendo finestre che sembravano sigillate”, ha spiegato il cardinale Matteo Zuppi in un’intervista al Corriere della sera, aggiungendo: “Certo, preoccupa che abbia cambiato il nome del Dipartimento della difesa in Dipartimento della guerra: significa rinunciare alla convinzione che i conflitti si devono risolvere con il dialogo e con un’autorità sovranazionale. E questo sì cambierebbe il mondo”.
Il numero uno dei vescovi italiani al Corriere
Ma rispetto alla politica del presidente americano, il presidente dei vescovi italiani ha sottolineato che “ha ragione la Conferenza episcopale statunitense che si è opposta alle deportazioni indiscriminate di massa e ha chiesto il rispetto della dignità degli immigrati, oltre a giudicare inaccettabili misure che colpiscono famiglie e bambini e riducono programmi che tutelano il creato di Dio”. Ma qua non c’entra il creato di Dio, visto che le espulsioni servono per garantire la sicurezza nazionale degli Usa, minacciata dalle entrate clandestine.
Un cardinale rosso ad Atreju? Parlo con chiunque abbia voglia di dialogare
Per la prima volta lei è stato ospite di Atreju, la convention di Fratelli d’Italia. In una intervista a il Giornale ha anche assicurato che i rapporti con il governo, pur nella dialettica, sono buoni. Un modo per scrollarsi di dosso l’etichetta di porpora progressista?
«L’unica porpora, disse papa Francesco quando ci creò cardinali, è quella della testimonianza fino al sangue. Parlo con chiunque abbia voglia di dialogare.
Zuppi riconosce l’impegno di Trump e parla del piano di difesa europeo
Quanto alla possibilità di trovare degli spiragli di pace in un mondo contuso dai conflitti, il cardinale Zuppi ha ricordato che “finalmente si prendono le misure di possibili soluzioni. Ogni pace è su misura. La pace deve essere giusta. Ma giusta è la pace ed è sempre un compromesso che declina principi e realtà. Una strada che andava percorsa con determinazione già tre anni fa, quando ci fu la prima vera opportunità”. Per quanto riguarda il piano per costituire una difesa continentale efficace, invece, il cardinale ha dato una chiave di lettura ben precisa: “Non confondiamo difesa e riarmo. La Ue avrebbe bisogno di un efficace coordinamento unitario, premessa a un esercito europeo. Un riarmo proporzionato ai reali rischi della sicurezza. Ci vogliono coraggio e visione. De Gasperi diceva: l’Europa unita non nasce contro le patrie, ma contro i nazionalismi che le hanno distrutte“.
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