Venezuela, gli squali della finanza Usa già pronti per un viaggio a Caracas: “A marzo con hedge fund e gestori”
Non è ancora il momento delle balene, ma per gli squali della finanza è già tempo di programmare un soggiorno a Caracas dopo l’uscita di scena di Nicolás Maduro. Charles Myers, presidente della società di consulenza Signum Global Advisors ed ex vicepresidente della società di consulenza finanziaria Evercore, ha spiegato a Business Insider che sta organizzando un gruppo di circa venti investitori statunitensi per marzo. Mentre le cancellerie mondiali si dividono sulla legittimità dell’intervento militare Usa, l’odore degli affari e il richiamo della ricostruzione già muovono i soldi. Perché “il potenziale di investimento straniero nel Paese per i prossimi cinque anni oscilla tra i 500 e i 750 miliardi di dollari”, spiega Myers, che secondo il Wall Street Journal si prepara a partire insieme a “funzionari dei principali hedge fund e gestori patrimoniali per determinare se ci sono prospettive di investimento nel Paese sotto la nuova leadership”.
Al viaggio prenderanno parte funzionari dei settori finanziario, energetico e della difesa, tra gli altri. “Il piano provvisorio prevede che il gruppo si rechi in Venezuela a marzo e incontri il nuovo governo, compresi il nuovo presidente, il ministro delle finanze, il ministro dell’energia, il ministro dell’economia, il capo della banca centrale e la borsa di Caracas”, ha spiegato Myers. Un segnale indicativo del sentimento degli ambienti che contano, abituati a vedere opportunità dove gli altri vedono crisi, per i quali Meyers parla di “cauto ottimismo”. La sua azienda, Signum, aveva già organizzato viaggi simili per gestori patrimoniali e hedge fund in Siria e Ucraina, e per il Venezuela “si aspettava fortemente” che la situazione si sarebbe evoluta come è successo, preparando gruppi di investitori ad essere pronti a recarsi nel Paese quando si presenterà l’occasione. Con l’azione militare di Donald Trump l’occasione sembra essere arrivata: “Penso che il fulcro del successo del Venezuela, guardando a 12 o anche 24 mesi, sia l’investimento straniero. Una parte importante della storia del Venezuela, a partire da oggi, è l’investimento straniero, specialmente nel settore del petrolio e del gas, che è piuttosto semplice, ma ci sono enormi opportunità nell’edilizia, nel turismo”, ha detto.
“C’è un enorme interesse per le opportunità di ricostruzione del Venezuela. E la ripresa sarà più rapida, dato che si trova nel nostro emisfero, e il nuovo governo punterà fin dal primo giorno ad accogliere gli investimenti diretti esteri”, ha detto, rivelando che molti investitori “hanno effettivamente acquistato obbligazioni in previsione di questo momento”. E sottolinea che la reazione è stata persino più entusiastica rispetto a crisi passate: “Questo perché si tratta di un’azione diretta dagli Stati Uniti, che giocheranno un ruolo fondamentale in tutto a partire da oggi”, ha aggiunto, certo che il nuovo governo di Caracas non potrà che essere impostato per accogliere gli investimenti diretti esteri sin dal primo istante. Nessun moralismo, ovviamente. Meyers chiarisce che non spetta alla sua società assumere una posizione morale sull’intervento statunitense, ma piuttosto aiutare i clienti ad anticipare le opportunità o mitigare i rischi in un Paese dove presto saranno in tanti a voler investire.
L'articolo Venezuela, gli squali della finanza Usa già pronti per un viaggio a Caracas: “A marzo con hedge fund e gestori” proviene da Il Fatto Quotidiano.