Sette italiani nelle carceri in Venezuela, il governo impegnato a liberarli: l’appello delle mogli
Il governo lavora, con discrezione, per fare tornare in Italia i sette connazionali detenuti in Venezuela, dopo la caduta di Nicolas Maduro. Lo hanno ribadito oggi Alberto Mantovano e Antonio Tajani, mentre arriva l’appello delle mogli di due di loro.
Mantovano: “Serve discrezione”
‘Il governo ha lavorato fin dal primo giorno per la liberazione” del cooperante Alberto Trentini, in carcere in Venezuela da oltre un anno. ”E continua a lavorare. Ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione”. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Tajani: “Assistiamo i nostri connazionali a Caracas”
“Dopo l’intervento americano e la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro ”assistiamo la comunità italiana in Venezuela, composta da 170-180mila persone, una delle più grandi al mondo”. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in collegamento telefonico con la rubrica del Tg2 ‘Italia Europa’. ”Siamo anche al lavoro per aiutare Trentini ”, il cooperante veneziano in carcere in Venezuela dal novembre del 2024, ha detto Tajani spiegando che ”ci sono altri detenuti politici durante le manifestazioni contro le elezioni politiche presidenziali”. Tajani ha spiegato che ”non sarà facile, speriamo che lo sia dopo l’uscita di Maduro”.
L’appello delle mogli
Negli ultimi dieci anni, le carceri venezuelane sono diventate luoghi di morte sotto custodia dello Stato. Lo ha ribadito con forza l’Osservatorio Venezolano delle Prigioni (OVP), ricordando che dal 2015 si contano almeno 25 detenuti per motivi politici deceduti mentre erano sotto la responsabilità diretta del governo di Nicolás Maduro.
Le mogli di Biagio Pilieri e Daniel Echenaguccia, due nostri connazionali detenuti in Venezuela, hanno rivolto un appello, con una lettera del 23 dicembre e quindi prima della caduta di Maduro, nella quale si legge che, “Per noi, invece, questo sarà il secondo Natale consecutivo segnato dall’assenza, dalla paura e dall’angoscia. Siamo Maria Livia Vasile, moglie di Biagio Pilieri, e Marien Padilla, moglie di Daniel Echenagucia, due cittadini italiani detenuti arbitrariamente in Venezuela per motivi politici”.
Nella lettera si legge che, “Nelle carceri venezuelane si muore. Questa affermazione non è retorica: è un fatto recente e dolorosamente concreto. Il 6 dicembre scorso è morto Alfredo Díaz, ex governatore dello Stato di Nueva Esparta, dopo un anno di isolamento e senza aver ricevuto le cure mediche di cui aveva bisogno. Alfredo era detenuto nella stessa cella di Biagio Pilieri. Biagio è stato testimone diretto del suo deterioramento e del suo abbandono”.
Un appello che oggi il governo riprende, lavorando con le armi della diplomazia per far tornare a casa i sette italiani detenuti.
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