Esonero dai contributi per 24 mesi: arriva il grosso aiuto per questi lavoratori
Il governo è impegnato a inserire le proroghe mancanti, ma su un quadro di incentivi complessivamente meno favorevole.
Il governo Meloni ha recentemente suscitato sorpresa con la pubblicazione del decreto Milleproroghe, in cui sono stati eliminati molti degli incentivi alle assunzioni previsti fino al 2026, lasciando solo sgravi contributivi più limitati e risorse finanziarie ridotte.
Nonostante ciò, fonti governative confermano che un emendamento in fase di conversione reintrodurrà alcuni di questi bonus, sebbene in forma meno generosa rispetto al passato.
Scomparsa delle proroghe per gli incentivi all’occupazione
Nel testo definitivo del decreto Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025, sono state rimosse le proroghe degli incentivi previsti dal decreto Coesione, che fino a poco tempo fa garantivano vantaggi significativi per l’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle Zone Economiche Speciali (Zes) del Mezzogiorno. Tali bonus includevano:
- Esonero contributivo totale per 24 mesi (fino a 500 euro mensili, aumentati a 650 nelle Zes) per le assunzioni a tempo indeterminato o le stabilizzazioni di contratti a termine di giovani under 35 senza precedenti contratti stabili.
- Sgravi per donne disoccupate da almeno 24 mesi (6 mesi nelle Zes) o occupate in settori a forte disparità di genere, con un esonero contributivo totale fino a 650 euro mensili per 24 mesi.
- Bonus Zes per le imprese con meno di 10 dipendenti che assumono lavoratori over 35 nelle regioni meridionali, con esoneri contributivi analoghi.
- Incentivi per giovani imprenditori under 35 che avviavano attività nei settori strategici della transizione digitale ed ecologica, con contributi fino a 500 euro mensili per tre anni.
Tali misure, che avevano già subito difficoltà operative nel 2025 a causa di ritardi normativi, sono sparite dal testo ufficiale, anche se il governo ha annunciato l’intenzione di ripristinarle tramite emendamento in sede di conversione.
Incentivi limitati nella legge di Bilancio 2026
La recente legge di Bilancio introduce un nuovo schema di incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, con l’obiettivo di favorire l’occupazione stabile giovanile, l’inserimento delle donne svantaggiate e la riduzione delle disparità territoriali nel Mezzogiorno.
Tuttavia, gli esoneri contributivi saranno parziali e meno generosi rispetto ai precedenti bonus. La normativa di dettaglio, che definirà requisiti, beneficiari e intensità degli sgravi, sarà rimandata a un decreto ministeriale, che dovrà anche valutare l’efficacia delle misure precedenti.
I fondi stanziati sono considerevolmente inferiori rispetto al passato: 154 milioni di euro per il 2026, 400 milioni per il 2027 e 271 milioni per il 2028. Per il bonus dedicato alle madri lavoratrici, le risorse ammontano a meno di 6 milioni quest’anno, con un incremento a regime fino a 29 milioni.
In confronto, il decreto Coesione aveva previsto per il solo 2026 un impegno complessivo di circa 891 milioni, comprendenti 682,5 milioni per il bonus giovani e 208,2 milioni per il bonus donne svantaggiate, finanziati da fondi europei e nazionali.
Ulteriori misure fiscali e impatti sul mercato del lavoro
Il governo ha inoltre sottolineato di aver introdotto una detassazione sugli aumenti contrattuali, applicabile ai rinnovi dei contratti nazionali nel 2025 e nel 2026, ma solo per i lavoratori con reddito annuo inferiore a 33.000 euro. Questa misura comporterà una riduzione di gettito fiscale superiore a 640 milioni.
Le associazioni di categoria e gli esperti del settore rimangono in attesa del decreto attuativo che definirà i dettagli degli incentivi per il biennio 2026-2028, mentre molte imprese lamentano la difficoltà di pianificare le assunzioni con misure così incerte e risorse limitate.
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