Ivrea, a San Bernardo piazza e pista ciclabile. Il modello virtuoso Fiorana può giovare
Ivrea
I quartieri di San Bernardo e Torre Balfredo tornano al centro dell’agenda con i progetti sulla messa in sicurezza della viabilità che il Comune di Ivrea ha già messo nero su bianco tramite un Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali) redatto dallo studio Meta di Monza: il primo ora prova a fare il salto di qualità percorrendo la via dei bandi mentre il secondo dovrebbe agganciarsi al bilancio. In buona sostanza, da una parte c’è il Pfte (Progetto di fattibilità tecnica ed economica) da oltre un milione di euro per San Bernardo, pronto per essere candidato al bando regionale sugli “Interventi per l’adattamento degli ambiti urbani per la riduzione delle emissioni inquinanti” finanziato con fondi europei; dall’altra, un pacchetto di interventi estratti dal Docfap su Torre Balfredo, «in attesa di risorse certe – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Comotto – ma con una corsia preferenziale nella programmazione del bilancio, che potremo definire con l’approvazione del consuntivo».
Asse sud: cosa, quando, perché
Su San Bernardo il Comune si presenta al bando con un progetto già molto definito: 1,2 chilometri di asse stradale da ridisegnare, dal circolo Arci fino alla zona industriale verso il Terzo ponte, con l’obiettivo dichiarato di «trasformare una strada veloce in un corridoio urbano sicuro». Il Pfte, che vale punti in graduatoria e che per questo è stato integrato il 30 gennaio scorso alla documentazione già presentata, è stato costruito sul confronto con i cittadini e anche sulla scia di precedenti esperienze «giudicate virtuose dalla Regione, come quella della piazzetta Fiorana, e ora questa ce la giochiamo come carta principale sperando di intercettare i fondi. Parliamo di un maxi bando da 30 milioni di euro che vedrà partecipare molti Comuni». Nel dettaglio, il progetto prevede un grande plateau “effetto piazza” davanti alla chiesa, marciapiedi risagomati, pista ciclabile in entrambi i sensi, uno spartitraffico centrale sormontabile e salvapedoni in corrispondenza dei passaggi pedonali, per imporre il rallentamento delle auto lungo tutto l’asse. Il tutto integrato da una qualificazione del verde, e depavimentazione con l’utilizzo materiali permeabili. In sintesi, «è la traduzione, su San Bernardo, della linea politica già fissata nel Piano della mobilità: moderazione del traffico, più spazio a pedoni e ciclisti, stop all’uso delle strade di quartiere come arterie di scorrimento». Tempi non brevissimi: il bando, più volte annunciato e prorogato, dovrebbe uscire a metà marzo. «L’esito è atteso in autunno e, se il finanziamento arriverà, i lavori speriamo possano partire prima di fine anno», con una conclusione che l’assessore Francesco Comotto colloca realisticamente nel primo semestre del 2027. «Una timeline lunga, è vero, che però segna una differenza rispetto al passato: San Bernardo non è più solo un elenco di criticità, ma un progetto strutturato in attesa di risorse per essere realizzato».
Asse nord est, risorse comunali
Anche sulla periferia di Torre Balfredo il Comune non riparte da zero. Sul quartiere è stato predisposto un quadro di interventi che ha fotografato problemi e possibili soluzioni anche in questo caso condivise con gli abitanti, ma che non ha trovato una copertura economica complessiva. Oggi l’amministrazione sta tornando su quelle carte per «estrapolare alcuni elementi ritenuti prioritari», in particolare dossi e passaggi pedonali rialzati nei tratti più a rischio. «In assenza di un bando dedicato, la leva sarà quella del bilancio – puntualizza Comotto – l’obiettivo è agganciare un primo pacchetto di opere ai margini del consuntivo di marzo-aprile, per aprire i cantieri già in estate». L’idea è chiara, lascia intendere poi: intervenire subito sulle criticità più evidenti, senza attendere un grande finanziamento esterno, e usare questi primi lavori come segnale di risposta alle richieste dei residenti. Il fattore tempo non è affatto residuale per Torre Balfredo. Le auto provenienti dal centro di Ivrea e quelle in entrata da via Cigliano spesso viaggiano ad andature superiori ai 50 e ai 30 km orari prescritti alle varie altezze. Incidenti per distrazioni e velocità eccessiva, tenuto conto delle case e della vicinanza di una scuola, raccontano troppo spesso la pericolosità di un quartiere che a ragione non ha mai smesso di chiedere soluzioni efficaci e durature. «Proprio su una segnalazione di alcuni residenti, abbiamo anche effettuato un sopralluogo in bicicletta percorrendo una strada che da via Frandina si collega con via Cappuccini in regione Campasso per valutare la possibilità di realizzare una pista ciclabile che in sicurezza collegherebbe la frazione alla città».