Pugliesi stangati dalla Tari: pagano il “modello Pd” fino a 179 euro in più della media nazionale
Nella top ten delle città capoluogo in cui si paga la Tari più alta la Puglia è presente con ben tre città. Fra queste Brindisi conquista il podio, dopo Pisa e prima di Pistoia. Ci sono poi Barletta in sesta posizione, seguita da Taranto in settima. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno: «Abbiamo lanciato l’allarme nel nostro intervento d’inizio legislatura, denunciando tariffe in media di 100 euro più alte rispetto alla media nazionale (attestata a 350 euro, ndr), e lo confermano i dati diffusi sulla Tari pagata nel 2025 nelle città capoluogo d’Italia», ha ricordato il gruppo regionale di FdI, scorrendo la lista delle città pugliesi più tartassate e dei corrispondenti balzelli, compilata dalla Uil.
Il primato della Puglia: ben tre città nella top 10 delle Tari più alte
A leggere i dati nel dettaglio, però, c’è a chi va decisamente peggio di 100 euro in più: a Brindisi, seconda in classifica, la media dell’esborso per la Tari è stata di 529 euro all’anno; a Barletta, sesta, 517 euro; a Taranto, settima, 509 euro. «E va poco meglio nelle altre tre città capoluogo della regione: i foggiani pagano 475 euro all’anno, i baresi 435, e i leccesi “solo” 365, in media nazionale ma con un aumento del 5,5% rispetto al 2020», hanno sottolineato i consiglieri regionali di FdI, il capogruppo Paolo Pagliaro e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri, parlando di «pugliesi stangati dalla tassa sui rifiuti».
FdI: «I dati dimostrano il fallimento della gestione del ciclo dei rifiuti»
I dati, hanno aggiunto, «dimostrano il fallimento della gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia, che noi evidenziamo da anni e che si ripercuote in maniera sempre più pesante sulle tasche dei cittadini». «Gli aumenti degli ultimi cinque anni – hanno proseguito – sono la prova evidente di una raccolta differenziata che non decolla e dell’assenza di visione a lungo termine per la soluzione del problema».
Per FdI «si va in senso opposto con la riapertura e l’ampliamento di discariche già al collasso, otto volte più impattanti su salute e ambiente degli inceneritori e dei termovalorizzatori di nuova generazione, che noi chiediamo da tempo. Non si realizzano impianti pubblici, ma si continuano a spedire vagonate di rifiuti, non solo indifferenziati, in altre regioni a bordo dei tir, con costi di trasporto esorbitanti e l’inquinamento che ne deriva».
In Puglia Tari su, servizi giù
«Lo stesso presidente Decaro, nel suo primo discorso in Consiglio regionale – hanno quindi ricordato i consiglieri di FdI – ha stigmatizzato l’invio del nostro vetro differenziato in Veneto per carenza d’impianti di riciclo e trasformazione in Puglia. Un esempio di come, da vent’anni, la sinistra che ha governato la Regione non sia stata capace di pianificare, e abbia continuato a galleggiare in una perenne emergenza. E così – hanno concluso – la Tari è salita vertiginosamente, mentre la qualità del servizio di raccolta e smaltimento e la pulizia delle nostre città è precipitata».
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