Carnevale Ivrea, il tiro delle arance appassiona tutto il Canavese: «Così condividiamo momenti speciali»
IVREA. Non solo Ivrea nelle squadre di aranceri pronte alla battaglia delle arance. Gli aranceri vengono da ogni angolo di Canavese e molti di essi, per esempio, arrivano dalla Valle Orco: i paesi di Pont Canavese, Locana, Sparone e Frassinetto sono ben rappresentati in almeno quattro squadre. Sfiorano le quaranta persone i Croas d’la villa di Locana tra i Tuchini del Borghetto, sono circa cinquanta i Mercenari di Pont e Sparone e sono una trentina i frassinettesi che fanno parte della squadra della Morte.
«Nel 2014 noi ragazzi più giovani ci siamo uniti ad altri compaesani che già tiravano nei Tuchini dal 2010, come l’amico Maurizio Nardi, di Locana, che vive in Borghetto – raccontano Sergio Laboroi e Martina Tarro Tomà, nel gruppo Croas d’la villa –. Eravamo una quindicina, poi nell’arco di due o tre anni siamo aumentati. Avevamo circa 23 anni, c’era una grande voglia di aggregare. Altri si sono uniti a ragazzi dell’Asso di Picche, che ancora oggi sono una decina da Locana e altri da Cuorgnè e Castellamote. Oggi le nuove leve non partecipano con lo stesso slancio, forse perché non vanno a scuola a Ivrea. Per noi era ed è un momento molto sentito il Carnevale di Ivrea. Ogni anno affittiamo un appartamento per tutta la settimana, per vivere la festa a 360°. Non ci vediamo durante l’anno e quei momenti per noi sono come una sorta di settimana santa. Ci si ritrova tutti insieme, anche con le altre squadre, e si crea un senso di appartenenza ancora più forte. Non è tirare l’obiettivo principale, è la condivisione di questi bellissimi momenti».
Ci sono anche delle novità importanti per quest’anno: «Abbiamo la nostra bandiera e per il 2026 ci sarà anche lo striscione nuovo, che esporremo nella nostra zona di tiro, vicino alla chiesa. In più, come gli altri gruppi della Valle Orco, per il primo anno avremo la nostra toppa».
I Mercenari di Pont e Sparone sono una cinquantina e sono tra i gruppi esterni più numerosi: «Abbiamo cominciato a partecipare grazie a due amici che oggi non ci sono più, Luca Truffa ed Enzo Pasqualini – raccontano riuniti al bar di Andrea Costa, covo del gruppo –. È cominciato tutto una ventina di anni fa e dal 2012 siamo stati riconosciuti ufficialmente dalla squadra come Battaglione Valle Orco. Il gruppo è cresciuto molto e a volte il bus da 50 con cui veniamo al Carnevale non ci basta nemmeno. Tra i momenti più sentiti c’è sicuramente la sfilata del sabato sera, ma anche ritrovarsi al chiosco dei giardini Giusiana prima della battaglia e l’attesa che la festa entri nel vivo. Essere Mercenari è uno stile, siamo gente da piola, da vin brulè e da canzoni intorno al fuoco. Quest’anno abbiamo rinnovato la maglietta del Battaglione, con il disegno di un cinghiale e i classici elementi di richiamo ai simboli della squadra, ma anche la toppa del 2026, che si unisce allo striscione e alla nostra bandiera».
C’è grande attesa per l’inizio del Carnevale e della battaglia delle arance anche tra gli aranceri della Morte di Frassinetto: «Il presidente del gruppo è Davide Perono ed è grazie alle amicizie con i ragazzi del paese che da due anni anche io ho cominciato a tirare con loro, perché in fondo la vallata di Frassinetto è quella del cuore – racconta il pontese Sergio Cibrario –. Mi ha sempre attirato la foga della battaglia in piazza di Città e il gruppo tira tra la fine di via Palestro e l’inizio di via Torino: le emozioni sono sempre fortissime quando si sente il primo carro arrivare. Siamo una trentina e sabato sera parteciperemo alla sfilata. Ci distingueremo e anche noi avremo la toppa dedicata all’edizione di quest’anno, con il tradizionale “luluc”, la civetta simbolo di Frassinetto».