Usa-Taiwan, maxi-intesa su energia, chip e difesa per blindare l’Indo-Pacifico. Washington sfida Pechino
Washington rafforza la sponda con Taipei. Gli Stati Uniti hanno reso noto di aver concluso un accordo commerciale con Taiwan. In base all’intesa, l’isola ha accettato di ridurre quasi tutte le sue barriere tariffarie sui prodotti americani, mentre gli Usa, dal canto loro, hanno abbassato al 15% le aliquote dei propri dazi. “Taiwan si è inoltre impegnata ad aumentare i suoi acquisti di beni statunitensi entro il 2029, tra cui 44,4 miliardi di dollari in gas naturale liquefatto e petrolio greggio, 15,2 miliardi di dollari in aerei e motori civili e 25,2 miliardi di dollari in apparecchiature elettriche, reti elettriche e altre attrezzature”, ha riferito The Hill.
“La leadership del presidente Trump nella regione Asia-Pacifico continua a generare prosperi legami commerciali per gli Stati Uniti con importanti partner in tutta l’Asia, promuovendo ulteriormente gli interessi economici e di sicurezza nazionale del popolo americano”, ha dichiarato il Rappresentante commerciale statunitense, Jamieson Greer, per poi aggiungere: “L’accordo sul Commercio Reciproco con Taiwan eliminerà le barriere tariffarie e non tariffarie che gravano sulle esportazioni statunitensi verso Taiwan, ampliando le opportunità per agricoltori, allevatori, pescatori, lavoratori, piccole imprese e produttori americani”. “Questo accordo”, ha continuato, “si basa inoltre sul nostro consolidato rapporto economico e commerciale con Taiwan e migliorerà significativamente la resilienza delle nostre catene di approvvigionamento, in particolare nei settori ad alta tecnologia”.
Ricordiamo che, a gennaio, Washington e Taipei avevano raggiunto un’intesa nel settore dei microchip. In cambio di una riduzione della pressione tariffaria, Taiwan si era impegnata a investire 250 miliardi di dollari negli Stati Uniti nel comparto dei semiconduttori e dell’Intelligenza artificiale. Era invece lo scorso dicembre, quando l’amministrazione Trump aveva annunciato vendite di armamenti a Taipei per un valore di oltre dieci miliardi di dollari. Una mossa, questa, che aveva irritato significativamente Pechino.
E qui veniamo al lato geopolitico della faccenda. La Casa Bianca sta rafforzando la sponda con Taiwan principalmente per arginare l’influenza cinese in Estremo oriente e per aumentare la propria competitività in alcuni settori strategici (a partire, ovviamente, da quello dei semiconduttori). Non a caso, il dossier taiwanese è stato uno dei temi affrontati durante la telefonata, tenutasi la settimana scorsa, tra Donald Trump e Xi Jinping. È quindi abbastanza probabile che questo argomento sarà al centro della visita che il presidente americano dovrebbe effettuare nella Repubblica popolare cinese ad aprile.