NoiPA, il rinnovo del contratto entra nel vivo: cosa cambia davvero in busta paga tra febbraio e marzo 2026
NoiPA, il rinnovo del contratto entra nel vivo: cosa cambia davvero in busta paga tra febbraio e marzo 2026
Dopo una lunga fase di attesa, il rinnovo del contratto 2022/2024 del comparto Istruzione e Ricerca produce finalmente effetti pieni e concreti sugli stipendi. Per docenti e personale ATA non si tratta più solo di annunci o circolari tecniche: tra gennaio, febbraio e marzo 2026 gli importi aggiornati diventano visibili nel cedolino.
L’adeguamento economico è stato costruito per tappe. Una parte degli aumenti è già stata incorporata negli stipendi di inizio anno, ma è proprio tra febbraio e marzo che si chiude definitivamente il capitolo arretrati e si completa il quadro previsto dal rinnovo contrattuale.
Aumenti strutturali: quanto crescono gli stipendi NoiPA
Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi stipendi tabellari. Questo significa che la base fissa mensile è stata riallineata ai valori previsti dal contratto aggiornato.
L’incremento medio per il personale scolastico si colloca tra il 5% e il 6%, variabile in base al profilo professionale e all’anzianità di servizio. L’aumento è strutturale: incide quindi stabilmente sulla retribuzione futura e su tutti gli istituti collegati, dalla tredicesima ai trattamenti previdenziali.
Arretrati: cosa è stato recuperato
Oltre agli aumenti correnti, è stato necessario colmare il divario tra quanto spettava secondo il nuovo contratto e quanto effettivamente percepito nei mesi precedenti.
A gennaio è stata effettuata un’emissione dedicata per liquidare le differenze maturate, tenendo conto delle somme già erogate a titolo di:
- Indennità di Vacanza Contrattuale
- anticipi legati al rinnovo
In questo modo si è proceduto al conguaglio tra vecchie e nuove tabelle retributive.
Febbraio: arriva la somma una tantum
Nel cedolino NoiPA di febbraio compare anche un importo aggiuntivo previsto dal contratto: una somma una tantum pensata per compensare la fase di transizione.
Gli importi stabiliti sono:
- 111,70 euro per i docenti
- 270,70 euro per il personale ATA
Non si tratta di un aumento permanente, ma di un riconoscimento straordinario. Per riceverlo è necessario che il rapporto di lavoro sia iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non sia cessato prima del pagamento. Per chi lavora part-time, l’importo viene riproporzionato.
Chi beneficia degli adeguamenti
Le misure riguardano tutto il personale del comparto scuola.
I docenti vedono aggiornato lo stipendio base e ricevono sia gli arretrati sia la somma una tantum. Il personale ATA — amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici — è incluso nelle stesse dinamiche di adeguamento, con importi differenziati in base al profilo.
L’operazione coinvolge sia i lavoratori a tempo indeterminato sia quelli con contratto a termine.
Marzo: il passaggio decisivo per le supplenze brevi NoiPA
Il mese di marzo assume particolare rilievo per chi lavora con supplenze brevi o saltuarie. Questa categoria segue procedure di liquidazione differenti rispetto alle emissioni ordinarie.
Con il cedolino di marzo si completa l’allineamento anche per questi contratti, eliminando le ultime differenze ancora pendenti e garantendo l’applicazione piena del nuovo contratto anche al personale temporaneo.
Un rinnovo che ora diventa concreto
Il rinnovo 2022/2024, dopo la firma e la lunga fase tecnica, entra quindi nella sua dimensione più tangibile: quella della busta paga.
Tra aumenti strutturali, recupero degli arretrati e pagamento della una tantum, il primo trimestre 2026 segna la conclusione del percorso di adeguamento economico. Per il personale della scuola il contratto non è più solo un atto formale, ma una modifica reale delle retribuzioni mensili.
SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK TWITTER INSTAGRAM
Hai suggerimenti o correzioni da proporre? Scrivici a redazione@termometropolitico.it
L'articolo NoiPA, il rinnovo del contratto entra nel vivo: cosa cambia davvero in busta paga tra febbraio e marzo 2026 proviene da Termometro Politico.