“Troppo lenta, nessuno dribbla. Quando si alza il ritmo, arrivano gli errori”: Capello distrugge l’Inter
“L’Inter è stata troppo lenta in tutte le giocate, senza velocità, ha cercato di entrare centralmente e non c’è riuscita”. Fabio Capello durissimo con l’Inter a Sky Sport dopo la sconfitta per 1-2 contro il Bodo Glimt, costata l’eliminazione dalla Champions League. I nerazzurri hanno perso 3-1 in Norvegia, ma anche in casa la situazione non è cambiata. Anzi. La squadra di Chivu ha provato a ribaltarla, ma con scarsa convinzione e senza mai riuscirci. “Nessuno è stato in grado di dribblare l’avversario, sono mancati i dribbling. Nel primo tempo molti angoli, ma zero pericoli. Dimarco non è stato mai servito, questo ha penalizzato l’Inter. Ha avuto occasioni solo su angolo, non ha giocato con la velocità necessaria per battere il Bodo, è mancata qualcosa. Con Sucic è cambiato qualcosa anche se tardi”, ha spiegato Capello.
Oltre a un’occasione di Pio Esposito in apertura di match e la parata sul colpo di testa di Frattesi sugli sviluppi di un corner, l’Inter non ha creato tantissimi pericoli alla porta avversaria: “Ho visto poca Inter, il Bodo nel primo tempo ha fatto un colpo di testa, si è chiusa ma l’Inter non ha fatto cambi di campo. Barella a sinistra ha reso di meno, Zielinski portava palla invece di girare, non c’è stata l’energia necessaria per battere il Bodo”, ha ribadito Capello. “Mi ha impressionato questa lentezza e questa voglia di entrare centralmente quando loro erano compatti, non c’erano possibilità“.
Poi in chiusura Capello ha generalizzato, parlando del calcio italiano e focalizzandosi più che altro sul ritmo e sulle differenze tra Serie A e Champions League: “Il calcio italiano gioca sotto ritmo, non c’è niente da fare. Quando aumenta il ritmo, arrivano gli errori. In Italia c’è subito il fischio dell’arbitro quando c’è un po’ di aggressività, il gioco si spezzetta”.
L'articolo “Troppo lenta, nessuno dribbla. Quando si alza il ritmo, arrivano gli errori”: Capello distrugge l’Inter proviene da Il Fatto Quotidiano.