De Raho incastrato dalla relazione in Antimafia: sinistra e M5s facciano un’esame di coscienza
“Ieri in commissione Antimafia abbiamo approvato la relazione di maggioranza su una delle vicende più inquietanti della nostra storia, quella dei dossieraggi di Pasquale Striano, Tenente della Guardia di Finanza in servizio presso la Procura nazionale antimafia, su esponenti della politica e dell’economia, tra cui la Lega, risultata il partito più spiato illecitamente”. Così Tilde Minasi, senatrice Lega in commissione Antimafia.
“Dopo un lavoro complesso e accurato – prosegue Minasi – siamo arrivati a conclusioni preoccupanti, che mettono in luce la vulnerabilità della stessa sicurezza dello Stato e coinvolgono purtroppo vertici delle Fiamme Gialle, giornalisti e magistrati, come il Procuratore nazionale antimafia di allora, Cafiero De Raho, oggi deputato M5S e componente – in palese conflitto di interessi – della stessa commissione”.
Tutto partito dalla denuncia di Crosetto
Le indagini dei magistrati erano cominciate quando nell’ottobre 2022 il ministro della Difesa Guido Crosetto denunciò la pubblicazione su organi di stampa di informazioni dettagliate sulla sua posizione contributiva, fiscale e patrimoniale.
La relazione della commissione parlamentare, presentata dalla presidente Chiara Colosimo e approvata in seduta plenaria, descrive “uno scenario particolarmente inquietante”, una “vera e propria patologia, dei meccanismi di accesso e controllo ai sistemi informativi e alle banche dati coinvolte, ma soprattutto di opacità istituzionale”.
Poi arriva l’affondo: “Un ulteriore profilo di criticità riguarda il modo in cui le procure procedenti hanno affrontato la posizione di Cafiero de Raho” in quanto “l’indagine non ha valutato la gravità intrinseca dei comportamenti dell’ex Procuratore nazionale, trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale. Questo deficit istruttorio ha di fatto lasciato in ombra il ruolo centrale del vertice dell’ufficio e ha impedito di cogliere appieno la portata sistemica della gestione tossica, e complice, che aveva caratterizzato la Dna in quegli anni”.
La difesa di De Raho: attacco strumentale contro un avversario politico
“È un attacco strumentale contro un avversario politico”. Questa la risposta del deputato M5s Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia da novembre 2017 a febbraio 2022, in un’intervista al quotidiano La Stampa. “È successo qualcosa di molto grave, inimmaginabile. La maggioranza ha strumentalizzato un’inchiesta per colpirmi.
“Scarpinato e De Raho sono in un conflitto di interesse – commenta in un video sui social, il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri – chiamati in causa, stanno in antimafia sperando di assolvere se stessi. Invece il documento dimostra che De RAHO ha fatto molto male, che la sua gestione di quella procura è stata pessima, che le notizie uscivano e non dovevano uscire e che insomma dovrebbe scusarsi davanti agli italiani”.
“Oggi c’è un documento parlamentare ufficiale che ci dice chi è De Raho, una persona che ha sbagliato molto e che non merita di stare in Parlamento e addirittura a fare il vicepresidente dell’antimafia”, conclude Gasparri.
Bignami: emerge una gestione spregiudicata dei dossier
A Giuseppe Conte che parla di “killeraggio” replica il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami. “La relazione sul dossieraggio del Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo votata in Commissione è frutto di un lavoro ampio ed articolato, basato su atti documentati e audizioni di magistrati come Giovanni Melillo e Raffaele Cantone. Dalla relazione emergono con sempre maggiore chiarezza le responsabilità nella vicenda dell’ex Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, oggi senatore del M5s ed esponente della commissione Antimafia”.
“Emerge – prosegue Bignami – una gestione assolutamente spregiudicata di un sistema che mette insieme complicità e assenza di vigilanza, con la conseguenza della trasformazione di delicatissimi strumenti dello stato in strumenti di pressione politica e personale. La difesa da parte di Conte verso De Raho è un chiaro tentativo di mistificazione della verità, e quella dell’ex Procuratore Generale Roberto Scarpinato sembra l’ennesima memoria difensiva d’ufficio. Anzi proprio questa doppia presenza in Antimafia, De Raho-Scarpinato, è dannosa e genera un cortocircuito istituzionale grave dove il Movimento anziché contribuire a cercare la verità si spende a difendere i suoi esponenti”.
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