F1, è crisi nera per Aston Martin. Preoccupa l’affidabilità del motore Honda: in Australia solo per onor di firma?
La nuova era della Formula Uno non nasce sotto i migliori auspici per il team Aston Martin, alle prese con delle allarmanti criticità strutturali in questa prima fase del progetto AMR26. L’ambiziosa scuderia inglese capitanata dal patron Lawrence Stroll rischia infatti di presentarsi all’imminente Gran Premio d’Australia solamente per onor di firma, in attesa di risolvere i gravi problemi della power unit Honda emersi durante i test invernali.
Un vero e proprio disastro per la squadra diretta da Adrian Newey, che si appresta a cominciare nel peggiore dei modi la prima stagione del nuovo ciclo tecnico regolamentare. Il 44enne Fernando Alonso, che sognava di poter finalmente tornare a giocarsi qualcosa di importante dopo l’arrivo a Silverstone (nel quartier generale dell’Aston Martin) del geniale ingegnere britannico, deve già ridimensionare i suoi obiettivi ancor prima di iniziare.
In base alle ultime indiscrezioni Aston Martin potrebbe recarsi a Melbourne per fare semplicemente un atto di presenza, percorrendo la distanza minima necessaria per schierarsi nella griglia della domenica e poi ritirarsi dalla corsa dopo pochi giri. Il motore Honda non fornisce garanzie (le vibrazioni scatenate dal V6 provocano la rottura della batteria) e scarseggiano i pezzi di ricambio, di conseguenza è stata valutata anche l’ipotesi di rinunciare alla trasferta australiana.
Uno scenario tuttavia non percorribile, perché Aston Martin avrebbe dovuto pagare delle penali molto costose per la violazione del Patto della Concordia. Nel frattempo si è attivata l’unità di crisi per supportare la Honda in questa fase delicata, con Andy Cowell (ex team principal AM e motorista Mercedes nella trionfale era ibrida) volato a Sakura per dare una mano ai tecnici HRC.