Derby di Milano ad alta tensione: l’Inter vede lo scudetto, il Milan difende la Champions
Numeri alla mano è il meglio che il calcio italiano possa offrire: la prima (Inter) contro la seconda (Milan), con in palio qualcosa che si può definire scudetto ma anche con il sospetto fondato che il destino del campionato sia già scritto. Milano arriva così al derby d’alta quota in cui Chivu proverà a chiudere il discorso tricolore e Allegri a portare a casa un risultato utile più per blindare la permanenza in zona Champions League che per coltivare sogni di gloria.
In fondo non è altro che la fotografia di come Inter e Milan sono partite all’inizio del viaggio. La prima con la necessità di cancellare l’orribile finale della scorsa stagione e il secondo dovendo tornare a frequentare l’Europa che conta per non mettere in difficoltà RedBird e i suoi bilanci. Entrati nell’ultimo terzo di campionato si può dire che entrambe abbiano quasi completato la missione e il derby di San Siro potrà accorciare il percorso fino al verdetto, molto difficilmente ne cambierà l’esito.
Milan e Inter, chi arriva meglio al derby di San Siro
I dieci punti di vantaggio scritti in classifica mettono l’Inter al riparo da incubi. E’ vero che al fischio finale del derby ne mancheranno altri 30 per scrivere la parola fine, ma per immaginare un Milan tricolore bisognerebbe avallare l’ipotesi di un crollo dei cugini che è sempre possibile e però appare improbabile. Le grandi serie sono fatte apposta per essere interrotte, sia chiaro, ma come si può immaginare che una squadra che nelle ultime 15 partite ne ha vinte 14 possa piantarsi così da non raggiungere la fatidica quota 85 di sicurezza?
Discorso che vale anche se il gruppo di Chivu nelle ultime settimane ha palesato qualche fisiologico segnale di stanchezza. L’eliminazione per mano del Bodo Glimt dalla Champions League, la semifinale di Coppa Italia col freno a mano tirato e un paio di match con provinciali senza brillare: può essere che i nerazzurri stiano affrontando un momento di appannamento, ma le motivazioni regalate da un derby aiutano a superare tutto, fatica compresa.
Il Milan è tirato all’estremo. Allegri ha tre difensori per tre posti, colpa del mercato e dell’infortunio di Gabbia, recupera Bartesaghi quasi per obbligo e davanti deve affidarsi ad attaccanti condizionati da prolungati ed evidenti problemi fisici. La verità è che sta facendo un miracolo, se si considera che questo Milan un po’ così viaggia allo stesso ritmo del Napoli scudettato un anno fa; il problema è il contesto e che l’Inter ha ammazzato il campionato mentre nella primavera 2025 inseguiva il sogno dispendioso del Triplete.
I fischi a Bastoni e le tensioni arbitrali
La consapevolezza che Milan e Inter si giocano tanto, ma non tutto non sarà sufficiente a stemperare le tensioni che accompagnano il derby. Sarà un concerto di fischi contro Bastoni, reo della simulazione con la Juventus che ha indignato tutti, moralisti compresi. E sarà una domenica ad alta tensione per la terza squadra, quella del designatore Rocchi che per l’occasione ha scelto di mandare a Milano il migliore dell’anno: Daniele Doveri.
E’ lo stesso arbitro che gli ha reso un match quasi europeo l’Inter-Napoli di qualche settimana fa e che ormai viene utilizzato come una sorta di polizza assicurativa sulla tenuta psicologica dei fischietti e di tutto il sistema. Se si ripetesse, avrebbe fatto un miracolo: non costringere tutti a trascorrere il prossimo lunedì a discutere di Var, rigori e cartellini concentrandoci invece su altro.