“Vetrine nel tempo”: ottanta scatti di Pavia per la mostra amarcord
Pavia. Con il desiderio di rispolverare le memorie quotidiane della città di Pavia è stata inaugurata “Vetrine nel Tempo”: una mostra con cui Confcommercio Pavia celebra gli 80 anni dell’associazione, inaugurando ufficialmente il calendario di iniziative che accompagneranno questo anniversario nel corso del 2026. L’esposizione, allestita all'ingresso di Palazzo Bottigella (in corso Cavour), presenta ottanta immagini provenienti dall’archivio di Paolo Torres, fotografo che per oltre quarant’anni ha documentato la vita pavese, raccontando frammenti di realtà che oggi diventano un viaggio nella memoria commerciale della città. Ciascuna fotografia selezionata rappresenta idealmente uno degli 80 anni di storia di Confcommercio Pavia. Compaiono foto di negozi e locali entrati nella memoria cittadina: dall’Acciugaia sotto il mercato coperto, alla storica drogheria Comini di corso Garibaldi, fino al cinema Roma in via XX Settembre e al Panificio Fratelli di Buduo in Viale Partigiani.
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Dai fiori di Pezzali alla testa di Drago
E chi non si ricorda della pizzeria Drago Marino, in corso Manzoni, e del suo forno da cui spuntava una gigantesca testa dalla bocca spalancata diventa negli anni un dettaglio iconico locale. E poi luoghi che hanno cambiato gestione come il negozio di fiori di Sergio Pezzali, papà di Max degli 883, o lo strano Transilvania di via Galliano, legato alla catena horror-rock che negli anni Novanta si diffuse in tutta Italia e che vide tra i soci anche il regista Dario Argento.
Tra i luoghi simbolo del racconto fotografico anche Annabella, il Consorzio Agrario di Via Rismondo, Modellismo Moro in Piazza Vittoria, il Cinema Roma e Radio Sarre. La mostra raccoglie migliaia di negativi che negli ultimi anni Paolo Torres ha iniziato a digitalizzare, rispolverando decenni di lavoro: «Osservando quei negativi si può intuire e leggere il commercio di un’epoca – racconta Torres – dietro queste immagini c’è il lavoro di una vita trascorsa a raccontare Pavia attraverso la fotografia».
Quando un rullino costava 5mila lire
«All’epoca si fotografava con la pellicola e i rullini costavano molto – prosegue il reporter pavese – pagavo 5000 lire per 36 scatti. Rispetto a oggi, quando andavo a seguire un evento fotografavo solo quello che serviva per il giornale. Per questo motivo nell’esposizione si può notare come le vetrine e le botteghe compaiano nelle fotografie quasi casualmente, emergendo accanto a una strada affollata, sullo sfondo di una manifestazione o dentro una scena di vita quotidiana».
I visitatori non troveranno fotografie artistiche ma frammenti autentici della città, in cui il commercio appariva come parte naturale della vita urbana. Accanto agli scatti, la mostra propone anche una sezione dedicata ai “Volti del commercio”, ovvero una galleria che ritrae commercianti pavesi immortalati negli anni durante eventi e inaugurazioni, celebrando i volti delle persone che con il loro lavoro quotidiano hanno contribuito a costruire la storia commerciale di Pavia.
L’appello ai commercianti
La mostra, è stato detto, vuole essere anche un progetto aperto alla partecipazione della città: per questo motivo Confcommercio Pavia invita i commercianti a contribuire alla costruzione di questo racconto corale inviando storiche fotografie dei propri negozi e delle botteghe di famiglia. «Il mio archivio di foto è talmente ampio che mi piacerebbe proseguire su questa strada riproponendo la seconda edizione della mostra "Grandangolo" – ribadisce Paolo Torres – per questo evento in particolare ringrazio la Fondazione Le Vele e gli stagisti che mi hanno affiancato durante la scansione delle foto»