Aveva fatto “saltare” la gara di Asm Licenziato funzionario del decoro
/ pavia
Era stato licenziato da Asm per alcuni episodi di “insubordinazione” e aveva impugnato il provvedimento. Ma il giudice del lavoro di Pavia ha dato ragione all’azienda di via Donegani confermando quindi il licenziamento del funzionario che era impiegato al settore Decoro.
La commissione
La vicenda aveva avuto inizio il 28 giugno 2024. I vertici di Asm avevano nominato il dipendente commissario nell’ambito di una procedura di gara ad evidenza pubblica per la fornitura di spazzatrici. La società aveva contestato al funzionario dapprima il rifiuto immotivato di essere coinvolto nella commissione di gara; successivamente, a seguito della sua nomina a commissario di gara, il lavoratore si sarebbe anche rifiutato di rendere le dichiarazioni sulla incompatibilità e sul conflitto di interessi e di svolgere le attività connesse alla sua nomina a commissario impedendo, sostanzialmente l’avvio delle attività. I vertici dell’azienda di via Donegani avevano ritenuto che la condotta tenuta dal lavoratore avesse costituito una palese violazione dei doveri di diligenza, provocando al tempo stesso contempo un ritardo nell’approvvigionamento dei materiali per il cui acquisto era stata indetta la procedura di gara. Per questo, il 30 luglio 2024 avevano deciso per il dipendente la sanzione disciplinare della sospensione per due giorni dal lavoro e dallo stipendio, senza tuttavia procedere a indicare le date dei due giorni. Il successivo 6 maggio 2025 avevano comunicato al funzionario che doveva ritenersi sospeso i successivi 8 e 9 maggio. Il 7 maggio il funzionario aveva contestato la decisione dicendo di ritenere che, dopo nove mesi, il datore di lavoro (cioè Asm) fosse decaduta dal potere di applicare sanzioni. Asm aveva prima sospeso il procedimento, salvo l’8 maggio comunicare che le date della sospensione erano state posticipate al 15 e 16 maggio. Ma in quei giorni il funzionario si era normalmente recato al lavoro nonostante la sospensione, con la conseguenza di una nuova contestazione di carattere disciplinare.
Il rifiuto
Le date erano state nuovamente posticipate sino a fissare il 26 e 27 giugno come giorni di sospensione. Ma il 26 giugno, nuovamente, il dipendente si era presentato negli uffici di via Donegani. Nel frattempo il difensore del funzionario aveva comunicato ad Asm di essere stato incaricato dal lavoratore di instaurare il procedimento di conciliazione innanzi all’Ispettorato del lavoro. Ma il dipendente, per la seconda volta, il 26 giugno si era presentato al lavoro nonostante fosse sospeso.
Così era stato convocato alla presenza del vice direttore generale, del responsabile ambiente e decoro e del responsabile del personale e gli era stato chiesto di lasciare i locali di lavoro. Ma anche in questo caso il dipendente si era rifiutato di obbedire alle indicazioni. Così, il 7 luglio 2025, Asm aveva decretato il licenziamento del dipendente. L’impugnazione davanti al giudice del lavoro, tuttavia, non ha modificato la situazione. Anzi, l’ex dipendente Asm è stato condannato a pagare le spese legali. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA