Gare clandestine a Mezzanino, i guidatori condannati fanno ricorso
MEZZANINO. Due anni senza patente, una sanzione economica che sfiora i 2.400 euro e l’addio definitivo alle proprie vetture, ormai destinate alla confisca. È questo il verdetto emesso dal tribunale di Pavia nei confronti di due automobilisti, un 37enne residente a Casteggio e un 29enne di Bosnasco, ritenuti colpevoli di aver trasformato le strade dell’Oltrepò Pavese in un circuito improvvisato per una sfida clandestina tra una Mercedes classe E e una Mini One.
La vicenda
Ma la battaglia legale è appena iniziata. I difensori dei due uomini hanno già impugnato il provvedimento, presentando un’opposizione che punta a ribaltare completamente la narrazione di quella notte. La strategia della difesa è chiara: trasformare quella che per l'accusa è stata una sfida illegale in una semplice, per quanto eccessiva, imprudenza. Secondo uno dei legali Marco Sommariva, quella sera non è andata in scena una gara organizzata con tanto di accordo preventivo, ma soltanto una "guida sostenuta", una bravata figlia della velocità che non dovrebbe però costare la perdita definitiva dei veicoli e una macchia penale così indelebile sulla fedina dei conducenti.La vicenda risale al novembre 2024, quando l’asfalto tra Mezzanino e Campospinoso sarebbe stato trasformato in un campo di gara d’auto. Non era un normale transito notturno, ma secondo carabinieri di Broni e Stradella, in pattugliamento nella zona, le due vetture «sfrecciavano a pochi centimetri l’una dall’altra, lanciate in una corsa folle fatta di sorpassi azzardati e manovre a tenaglia. Le auto occupavano l’intera carreggiata, scartando lateralmente e ostruendo la strada per impedire all’avversario di passare avanti».
L’inseguimento era stato fulmineo, riuscendo a bloccare i due contendenti a Campospinoso. Per la procura di Pavia il quadro è cristallino: non si è trattato di semplice velocità, ma di una gara clandestina. Di diverso avviso le difese. Ora la palla passa nuovamente ai giudici: sarà il dibattimento a stabilire se quella corsa bagnata sia stata una competizione illegale o se, come sostiene la difesa, il confine tra una guida spericolata e una gara vera e propria sia stato tracciato con troppa severità.