Decreto Famiglia, Tria: “Coperture non individuate. Salvini e lo sforamento del 3%? C’è una campagna elettorale in atto”
Le coperture per il decreto Famiglia “per ora non sono state individuate” e quindi il provvedimento è stato rinviato. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, spiega in un’intervista ad Agorà, su Rai Tre, perché il pacchetto di misure portato in Consiglio di ministri non ha ricevuto il via libera nelle ore in cui il governo discuteva con toni accesi del dl Sicurezza. “Non sappiamo cosa sia questo miliardo. Se si spenderà meno di quanto preventivato (per il reddito di cittadinanza, ndr) si saprà a fine anno e non adesso. È inoltre chiaro che queste spese non possono essere portate all’anno successivo”, ha detto il titolare di via XX Settembre.
Tria ha anche contestualizzato le parole di Matteo Salvini sullo sforamento del 3% nel rapporto deficit/pil: “Il deficit non è una decisione autonoma dai mercati, perché significa prendere denaro a prestito” e “il problema è che il deficit significa che qualcuno sia disponibile a prestarci del denaro a quel tasso di interesse. Inutile pensare di fare un deficit per 2-3 miliardi in più quando poi per fare questo dobbiamo fare interessi aggiuntivi per 2-3 miliardi”.
E il capo del Viminale, ha risposto a una specifica domanda, “lo sa bene e non devo spiegare nulla a nessuno”. Quindi la sua interpretazione della mossa del ministro dell’Interno: “C’è una campagna elettorale in atto”. Ricordando che mancano pochi giorni alle Europee, Tria ha aggiunto: “Mi pare che in campagna elettorale sia difficile che i pariti non battibecchino perché ogni partito cerca voti per il proprio. Smetteranno? Questo non lo so, non lo deve chiedere a me. Lo spero”.
Eppure, sottolinea il ministro dell’Economia, “la cosa più importante è quello di ricreare un clima di fiducia intorno ai programmi economici del governo, non è tanto il tetto del 3%. Bisogna convincere chi presta soldi all’Italia a farlo a un tasso non troppo alto”. In questo ‘ecosistema’, ha aggiunto Tria, la stabilità politica “è uno dei fattori importanti della crescita, come quella sociale, e quella finanziaria”. L’Italia, ha aggiunto, ha “bisogno di tutte e tre queste stabilità per creare un ambiente per la crescita”. Alle domande sul clima nell’ultimo Consiglio dei ministri Tria ha inizialmente risposto: “È stato proficuo e abbiamo fatto delle nomine importanti da me proposte. Poi c’è stata una discussione sull’opportunità o meno di fare alcune decreti e si è deciso di non farli e di rinviarli”.
Il clima, ha riferito, “è normale, siamo persone educate”. Poi però ha aggiunto che “dissensi politici evidentemente a volte ci sono, ma questo credo che sia normale”. Nella seconda parte dell’anno, ha concluso, “potremo avere una ripresa più forte e dipende anche da quanto riusciamo a creare fiducia negli investitori e fiducia nei risparmiatori, che così possono utilizzare più reddito per i consumi. Per questo non bisogna creare allarmi per il futuro”.
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