Eutanasia, ripristinati i trattamenti per Vincent Lambert
Svolta nel caso di Vincent Lambert, ex infermiere psichiatrico di 42 anni, in stato vegetativo da oltre dieci. Ieri era cominciato l’iter per interrompere la nutrizione e l’idratazione, ma la Corte d’Appello di Parigi ha ordinato la ripresa del trattamento. La madre di Lambert, Viviane, 73 anni, ha salutato questa decisione come «una vittoria molto grande»: da sempre lotta perché venga mantenuto il supporto vitale al figlio. «Stanno per ripristinare la nutrizione e dargli da bere: per una volta sono orgogliosa dei tribunali».
Il 9 aprile il dottor Vincent Sanchez dell’Ospedale universitario di Reims, dove l’uomo è ricoverato, aveva deciso di sospendere nutrizione e idratazione. Poi il Consiglio di stato francese, il 24 aprile, aveva convalidato la decisione dei medici. Vincent Lambert è in stato vegetativo da quando, nel 2008, è stato vittima di un incidente stradale: respira in modo autonomo, è tetraplegico e, dunque, completamente immobile, nutrito e idratato in modo clinicamente assistito. Le indagini radiologiche hanno evidenziato lesioni cerebrali giudicate «irreversibili» e, per questo, non è stato registrato negli anni alcun segno di miglioramento.
La decisione di interrompere il trattamento divide la sua famiglia dal 2013. La moglie Rachel, il nipote Francis e sei fratelli hanno accettato la decisione dei medici. Invece Pierre e Viviane Lambert, la madre e il padre, molto cattolici, si sono sempre opposti. Domenica hanno partecipato, sotto la pioggia battente, ad una manifestazione con circa 150 persone, davanti all’ospedale di Reims, per chiedere di tenere in vita Vincent.
Nel maggio 2013, un primo tentativo di arresto della nutrizione e dell’idratazione era stato interrotto dopo 31 giorni per un’ingiunzione del tribunale amministrativo: i genitori di Lambert non erano stati informati di questa decisione. Se il loro figlio era ancora vivo dopo tanto tempo, è perché l’equipe medica aveva fatto la scelta di mantenere 200 millilitri di idratazione al giorno. «L’idea era quella di lasciarlo andare lentamente. È stato un errore», come ha riconosciuto Eric Kariger, il medico che si era occupato della questione e che ne ha parlato nel libro My Truth About the Vincent Lambert Affair (Bayard, 2015).