Niki Lauda in 10 frasi, «Preferisco avere il mio piede destro che un bel viso»
Non mandava a dire nulla Niki Lauda, lo diceva direttamente con schiettezza e ironia che applicava prima di tutto a se stesso. Sono decine le frasi che si ricordano del pilota austriaco morto a settant’anni il 20 maggio e altrettante ce ne sono rivolte a lui compresa quella famosissima di Enzo Ferrari quando il pilota lasciò la rossa: «Lauda è peggio di Giuda. Si è venduto alla concorrenza per trenta salami».
Al Drake, che Lauda chiamava sempre Commendatore, però piaceva quel pilota serio e riservato che gli aveva portato due titoli mondiali, anche se la prima volta che gli fece vedere la macchina l’austriaco disse, letteralmente, che era una merda.
Diceva la verità Niki Lauda e in poche settimane lavorando giorno e notte migliorò quella macchina. Accanto a lui l’ingegner Mauro Forghieri che lo ha definito «il primo pilota moderno, perfetto e quasi ossessivo nella ricerca del miglior assetto, un fuoriclasse meticoloso e fuori dal comune».
Si dice ancora dei veloci al volante, «chi pensi di essere? Niki Lauda?». È modo di dire che è dell’austriaco e di pochi altri tra cui Senna e Schumacher. Computer però è stato definito solo Lauda, che però diceva di non avere fili. Lo diceva in italiano usando i verbi all’infinito facendosi capire benissimo. Prima e dopo l’incidente, quello del 1 agosto 1976, che poteva mettere fine alla sua vita e che fu invece l’inizio della sua seconda esistenza.
Ancora fra le fiamme chiese al collega Arturo Merzario quali fossero le sue condizioni. Tornò alle corse 40 giorni dopo, ma si fermò nel diluvio del Fuji, in Giappone, lasciando il mondiale per un solo punto a James Hunt. Racconta il giornalista e scrittore Leo Turrini che Forghieri voleva raccontare che la macchina si era rotta, ma Lauda disse no «devi dire la verità, ho avuto paura».
Diceva sempre quello che pensava e faceva quello che decideva lui dicendolo chiaro e tondo. Alcune delle sue frasi più famose sono nella gallery in alto.