La pietra tombale sugli emendamenti di Radio Radicale
La Camera ha chiuso definitivamente – e in maniera negativa – la querelle su Radio Radicale. La questione del rinnovo della convenzione si può mandare in archivio, dal momento che tutti gli emendamenti presentati al decreto Crescita – a partire dall’emendamento della Lega a firma Capitanio – sono dichiarati inammissibili. Quelli su Radio Radicale non sono stati gli unici emendamenti dichiarati inammissibili: quelli presentati che non hanno superato il vaglio delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono oltre 540.
Radio Radicale, bocciati gli emendamenti: cosa succede ora
Il primo a protestare contro questa decisione è il deputato del Partito Democratico Filippo Sensi: «A che gioco stanno giocando sulla pelle di lavoratori e diritto all’informazione? Si prendono una responsabilità gravissima». L’unica possibilità, ultima in ordine di tempo per permettere agli emendamenti sul rinnovo della convenzione di essere riammessi, è quella del ricorso.
Intanto, continuano le proteste politiche e le iniziative in favore di Radio Radicale. Il deputato del Partito Democratico Roberto Giachetti, dopo lo sciopero della fame e della sete, è stato ricoverato in ospedale a causa del precipitare delle sue condizioni di salute dovute al suo gesto di protesta. «A parole tutti contro la chiusura di Radio Radicale – ha scritto Michele Anzaldi -, ma quando un esponente di spicco del Pd, ex vicepresidente della Camera, finisce addirittura all’ospedale per difendere l’emittente, il servizio pubblico lo ignora».
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