Vaccini in farmacia da giugno: come ci si prenota e quali saranno disponibili
Vaccini in farmacia, finalmente si comincia. Nel Lazio, ad esempio, dal 20 maggio ci si potrà prenotare per ricevere la propria dose del prodotto Johnson & Johnson, almeno in questa fase iniziale. L’inizio effettivo delle somministrazioni è fissato al 24 del mese. Potranno prenotarsi i residenti fra i 40 e i 50 anni. Gli stessi che, il prossimo fine settimana, potranno aderire agli «open day» organizzati dalla regione per smaltire le riserve di AstraZeneca, sulla scorta di quanto avvenuto a Caserta (dove però l’accesso era libero e per tutti dai 18 anni) e in Sicilia (ma solo per gli over 50) negli scorsi fine settimana.
Tornando alle farmacie, primi passi si erano già visti alla fine di marzo in Liguria. Ma è questa la fase in cui si entra nel vivo, anche perché i farmacisti hanno concluso o stanno concludendo un apposito corso di formazione predisposto dall’Istituto superiore di sanità. Come funzionerà? Dipende. Con ogni probabilità le farmacie aderenti, che vaccineranno nei gazebo esterni (secondo il metodo usato per i tamponi) o negli spazi interni, se rispondono ai requisiti tecnici, figureranno fra i siti di somministrazione selezionabili all’interno delle piattaforme di prenotazione. Così, almeno, funzionerà nel Lazio, come anche per i medici di base che si uniranno massicciamente alla campagna vaccinale. Marco Cossolo, presidente di Federfarma, spiega invece al Corriere della Sera che «sarà un servizio a domanda individuale. Chi vuole vaccinarsi potrà recarsi direttamente dal suo farmacista e chiedere l’appuntamento. Un percorso semplice e veloce che favorisca la partecipazione alla campagna di profilassi». Su questo, insomma, è probabile che le regioni procedano in modi diversi, almeno finché di vaccini non ci sarà tale abbondanza da moltiplicare i canali di prenotazione.
Degli 11.400 soci di Federfarma (si tratta di farmacie private) la metà ha già aderito. E oltre 25mila farmacisti hanno appunto già concluso il corso e sono pronti a effettuare le iniezioni. Se nel Lazio per il momento possono accedere gli over 40, dunque i nati dal 1981 in giù, la prospettiva è di ampliare rapidamente la campagna anche alle fasce più giovani, fino ai 18 anni, utilizzando soprattutto il vaccino monodose Johnson & Johnson e quello di AstraZeneca. Su quello sviluppato insieme all’università di Oxford, però, rimangono da sciogliere i dubbi rispetto alle indicazioni contraddittorie che lo vorrebbero fortemente consigliato solo sopra i 60 anni. Ma la campagna, almeno per il momento, non può fare a meno di quelle dosi anche sotto quella soglia. Ragione per cui pare che il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo stia spingendo con forza le autorità sanitarie, specialmente il ministero della Salute e i vertici dell’Aifa, ad abbassare la raccomandazione almeno a 50 anni (ne avevamo parlato nei giorni scorsi). Ma anche le ultime remore come quelle del Lazio saranno superate: il quadro più probabile è che, raccomandazione o meno del ministero, tutti potranno riceverlo, su base volontaria. Altrimenti aspetteranno la chiamata della loro fascia d’età per accedere ai vaccini a mRna: Pfizer-Biontech, Moderna e da giugno il tedesco Curevac.
Si dovrebbero poter somministrare, spiega Cossolo, «dalle 20 alle 30 dosi al giorno in ogni farmacia». Se con i vaccini accadrà quello che è accaduto e continua ad accadere con i tamponi antigenici rapidi, che hanno impresso una svolta alla diagnostica e al controllo generale a portata di chiunque, allora la campagna vaccinale potrà avvicinarsi ai risultati ben più ambiziosi delle 500mila somministrazioni attuali (anche se la velocità di crociera si colloca quasi sempre sotto quella soglia).